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35 anni dallo sbarco della Vlora a Bari: la storia che unisce Albania e Italia

Bari celebra 35 anni dallo sbarco della Vlora con cerimonie e la concessione della cittadinanza a Serxhio Shehi, un simbolo di integrazione e umanità.

35 anni dallo sbarco della Vlora a Bari: la storia che unisce Albania e Italia

Il porto di Bari ha ospitato, l’8 agosto 1991, uno degli eventi più significativi della storia recente italiana: lo sbarco della nave Vlora con a bordo oltre 20mila profughi albanesi. A 35 anni di distanza, la città ha commemorato questo avvenimento con cerimonie e riflessioni profonde sulla solidarietà e l’integrazione.

Una cerimonia per ricordare la solidarietà del passato

La commemorazione è iniziata con la deposizione di una corona d’alloro ai piedi della targa che ricorda l’impegno dell’allora sindaco Enrico Dalfino e del vescovo di Molfetta, don Tonino Bello. La targa, intitolata ‘Costruttori di pace e di solidarietà’, è un simbolo tangibile dell’accoglienza offerta dalla comunità barese.

Alla cerimonia, organizzata dal presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionaleFrancesco Mastro hanno partecipato diverse personalità, tra cui il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato la vicesindaca di Bari Giovanna Iacovone e il figlio di Enrico Dalfino, Giuseppe Dalfino.

Le parole di chi ha vissuto quegli eventi

Giovanna Iacovone ha sottolineato come l’accoglienza dimostrata dalla comunità barese sia una tendenza caratteriale, quasi genetica della città. Ha riflettuto su come la situazione attuale sia molto cambiata, ma ha ribadito l’importanza di ricordare quel momento per promuovere l’integrazione con altri popoli e culture.

Giuseppe Dalfino ha parlato dei valori fondamentali che guidarono suo padre, tra cui amore, verità spirituale, solidarietà e trasparenza. Ha ricordato anche la forte amicizia tra suo padre e don Tonino Bello, nata proprio in occasione dello sbarco della Vlora.

La cittadinanza italiana a Serxhio Shehi: un simbolo di integrazione

In occasione dell’anniversario, il sindaco di Bari, Vito Leccese ha conferito la cittadinanza italiana a Serxhio Shehi un cittadino di origine albanese che vive in Italia dal 2010 e oggi esercita la professione di odontoiatra. La storia di Serxhio è un esempio tangibile di come l’integrazione possa trasformare vite e costruire ponti tra culture diverse.

Nato in Albania nel 1995, Serxhio è arrivato in Italia all’età di 15 anni, raggiungendo il padre che si era trasferito a Bari alcuni anni prima. Suo padre aveva tentato di partire a bordo della Vlora, ma aveva rinunciato a causa di un malore della madre. Questo episodio ha creato un legame speciale tra la famiglia di Serxhio e la storia della Vlora.

Un percorso di crescita e integrazione

Serxhio ha iniziato il suo percorso di formazione frequentando il liceo scientifico ‘Cartesio’ di Triggiano, un’esperienza che considera fondamentale nel suo processo di integrazione. Dopo il diploma, ha proseguito gli studi all’Università ‘La Sapienza’ di Roma, dove si è laureato in Odontoiatria.

Durante la cerimonia di concessione della cittadinanza, Serxhio ha espresso la sua gratitudine verso le sue insegnanti di italiano e latino, che lo hanno accompagnato negli anni delicati del suo ingresso nella scuola e nella società italiana. Ha sottolineato come l’umanità sia una sola e come le culture che incontriamo possano diventare parte di noi, arricchendoci.

La memoria della Vlora come lezione per il futuro

Il sindaco Vito Leccese ha dichiarato che la cittadinanza conferita a Serxhio rappresenta non solo il punto di arrivo di un percorso amministrativo, ma riconosce formalmente un’appartenenza che la vita, lo studio, il lavoro e le relazioni avevano già costruito. Questo è il significato più profondo che Bari continua ad attribuire alla memoria della Vlora: ricordare ciò che accadde allora guardando alle vite e alle storie che da quell’incontro tra i nostri popoli sono nate.

Serxhio ha ricordato uno dei suoi primi incontri con la memoria dello sbarco. Nei primi giorni trascorsi a Bari, si fermò davanti allo studio di un fotografo in via Giovanni Battista Trevisani, attirato da una grande fotografia della Vlora esposta all’interno. Il fotografo, accortosi della sua curiosità, lo invitò ad entrare e gli raccontò di aver documentato personalmente quello storico 8 agosto.

Questo episodio ha reso Serxhio consapevole del legame profondo tra la sua storia familiare e la storia della Vlora, un legame che ora fa parte della sua esperienza personale. La memoria della Vlora continua a essere una lezione importante per il futuro, un promemoria di come l’umanità e la solidarietà possano superare le barriere culturali e geografiche.

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