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Maturità 1985: le storie di due barlettani che hanno vissuto un’estate indimenticabile

Ripercorriamo con Marcello Degennaro e Mimmo Zingrillo i momenti salienti della loro maturità nel 1985, tra studio, spiaggia e pallacanestro.

Maturità 1985: le storie di due barlettani che hanno vissuto un’estate indimenticabile

La maturità è un traguardo che segna la fine di un ciclo scolastico e l’inizio di una nuova avventura. Per molti, è un momento di tensione e preparazione, ma per altri può diventare un’esperienza indimenticabile. In occasione degli esami di Stato che inizieranno il 18 giugno prossimo, ripercorriamo i ricordi di due personalità barlettane: Marcello Degennaro, ex assessore allo Sport, e Mimmo Zingrillo, imprenditore.

Le loro storie, tra spiagge, pallacanestro e interrogazioni, ci riportano indietro nel tempo, al 1985, un anno che ha segnato la loro vita in modi diversi.

Marcello Degennaro: la maturità tra spiaggia e pallacanestro

Marcello Degennaro ricorda il 1985 come un anno di contraddizioni e scelte coraggiose. Mentre i suoi compagni si chiudevano in stanze buie per studiare, lui decise di prendere i libri e trasferirsi in spiaggia. Andare controcorrente fu la sua scelta, e il risultato fu un’abbronzatura invidiabile il giorno della prima prova scritta.

Quel 1985 fu anche l’anno in cui il Ministero decise di accorciare i tempi tra la fine delle lezioni e gli esami. Marcello e i suoi compagni decisero di smettere di frequentare le ultime settimane di scuola per studiare in autonomia. Una scelta che non piacque ai professori, ma che permise a Marcello di vivere un’estate tra pane e pallacanestrodividendo il suo tempo tra i libri e il parquet del mitico Palamarchiselli.

Il momento più emozionante arrivò quando sua madre tornò con i risultati degli esami. Il voto era migliore di quanto entrambi si aspettassero, e l’orgoglio di sua madre rimase uno dei ricordi più nitidi di quell’estate. Qualche giorno dopo, Marcello ebbe la sua prima intervista con Rino Daloiso, allora giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno. Rispondere a quelle domande e vedere la sua storia sulle pagine di un giornale storico gli diede la sensazione di essere finalmente diventato grande.

Mimmo Zingrillo: tra matematica e Foscolo

Mimmo Zingrillo ricorda la sua maturità al Liceo Scientifico nel 1985/86 con un mix di ansia e ironia. Durante lo scritto di matematica, si trovò impreparato e chiese aiuto alla sua amica seduta davanti. Lei gli mostrò il compito, ma Mimmo copiò le sue H come se fossero 4. Durante gli orali, la domanda inevitabile arrivò: ma questa è un H o un 4?

Grazie al consiglio del suo amico Gino Cassano, che gli suggerì di prepararsi su Ugo Foscolo, Mimmo riuscì a superare brillantemente l’interrogazione. Tuttavia, quei ricordi sono anche segnati da una tragedia. Gino Cassano, il suo amico e compagno di scuola, morì pochi giorni dopo in spiaggia presso il villaggio turistico Ippocampo, dove lavorava come bagnino. Una perdita che ha segnato profondamente Mimmo e tanti altri compagni di scuola.

Oggi, a quarant’anni di distanza, Marcello Degennaro e Mimmo Zingrillo guardano indietro con nostalgia e un pizzico di malinconia. Le loro storie ci ricordano che la maturità non è solo un esame, ma un momento di crescita e di scoperte che possono lasciare un segno indelebile.

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