2 Ottobre 2026 ☀ 20°

Portale Best: come scalare le buone pratiche per l’Agenda 2030

Al Politecnico di Bari è stato presentato Best, il primo spazio digitale per raccogliere e diffondere buone pratiche legate all'Agenda 2030, con una call aperta il 9 giugno e una forte partecipazione giovanile

Portale Best: come scalare le buone pratiche per l’Agenda 2030

Al Politecnico di Bari, in occasione della tappa barese del Festival dello sviluppo sostenibile, è stato lanciato Best — acronimo di Buone Esperienze di Sostenibilità dei Territori — un portale interattivo ideato per mettere in rete iniziative concrete legate ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030. L’iniziativa è promossa dall’ASviS con il sostegno di Axa Italia e nasce dall’esigenza di trasformare pratiche locali efficaci in modelli replicabili, favorendo il dialogo tra cittadini, istituzioni e mondo produttivo.

La piattaforma offre uno spazio inclusivo per candidare progetti attraverso una call e un questionario online: la call Buone pratiche 2026 sarà aperta il 9 giugno. Una commissione multidisciplinare valuta le proposte e rilascia attestati di riconoscimento per quelle ritenute idonee, con l’obiettivo di creare una banca dati consultabile e filtrabile per area geografica e per singolo Goal.

Cosa propone il portale e come funziona

Il funzionamento di Best si articola su pochi passaggi chiari: candidatura, valutazione e visibilità. Chiunque — cittadini, imprese, pubbliche amministrazioni, enti del terzo settore o realtà accademiche — può compilare il questionario online per descrivere la propria sperimentazione, evidenziando impatti, tempi e modalità operative. La valutazione è affidata a una commissione con competenze trasversali che verifica la pertinenza rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile e alle caratteristiche di scalabilità. L’intento è fornire strumenti perché le esperienze positive non restino isolate, ma possano essere adottate e adattate in contesti differenti.

Chi può partecipare

La piattaforma è pensata come una piazza digitale aperta: possono candidarsi tanto micro-progetti locali quanto iniziative strutturate, purché collegate agli elementi dell’Agenda 2030. Questa ampia partecipazione favorisce l’incrocio di saperi tra pubblico e privato e consente di confrontare soluzioni che operano su salute, istruzione, ambiente, economia circolare, inclusione sociale e altri Goal. L’accesso immediato alle schede permette di filtrare risultati per territorio o per obiettivo, facilitando la replicazione.

La call e il riconoscimento

Oltre alla piattaforma, la Call Buone pratiche rappresenta il meccanismo operativo per raccogliere nuove candidature: chi supera la fase valutativa ottiene un attestato che ne certifica l’idoneità. Questo riconoscimento non è solo simbolico, ma serve come certificato di qualità utile per networking, ricerca di partner e accesso a strumenti di supporto. L’apertura della call il 9 giugno fornisce un calendario preciso per chi vuole proporsi e testare la propria idea in un contesto nazionale.

I numeri che emergono dalle pratiche raccolte

I dati raccolti nel portale mostrano un panorama ricco e duraturo: oltre 200 pratiche già caricate, incluse le esperienze presenti nei rapporti territoriali dell’ASviS. Le candidature giudicate idonee superano il 96%, segno di un tessuto locale maturo e orientato al futuro. Molte iniziative puntano al medio e lungo periodo: il 49% dichiara un orizzonte oltre i cinque anni e il 41% oltre i dieci anni, indice di programmazione e continuità nei risultati.

Reti e protagonismo giovanile

La piattaforma mette anche in evidenza come le pratiche si sviluppino in rete: sono coinvolti oltre 1.200 soggetti diversi tra associazioni, imprese e istituzioni. Un segnale particolarmente rilevante riguarda il ruolo dei giovani: il 40% delle iniziative si rivolge direttamente alle nuove generazioni e il 21% è ideato e guidato da under 31. Questi numeri sottolineano una spinta innovativa che parte dal basso e punta a creare percorsi sostenibili duraturi.

Perché Best è rilevante per il Mezzogiorno e per le politiche pubbliche

Best non è soltanto un archivio digitale: è una leva per trasformare il Mezzogiorno in un laboratorio d’innovazione sociale e tecnologica. Grazie alla visibilità e alla possibilità di replicare pratiche efficaci, i territori possono usare le evidenze raccolte per orientare investimenti, attrarre partnership e migliorare la governance locale. L’interconnessione tra innovazione tecnologica e innovazione sociale favorisce modelli di sviluppo più equi e accessibili, contribuendo a colmare il divario territoriale.

In sintesi, Best si propone come una mappa attiva delle eccellenze locali: uno strumento che consente non solo di raccontare ciò che funziona, ma di metterlo a disposizione di chi vuole provarlo altrove. Il risultato auspicato è una maggiore capacità di collaborazione tra attori diversi, una più chiara direzione per le politiche pubbliche e una crescita della sostenibilità che parta dalle comunità stesse.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Bari adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
PM10 41 · NO₂ 4 µg/m³