In un contesto politico già teso, l’assessore all’Urbanistica di Andria, Raffaele Losappio ha deciso di rimettere le sue deleghe nelle mani della sindaca Giovanna Bruno. Questa scelta segue l’iscrizione del suo nome nel registro degli indagati nell’ambito di un’indagine distinta dall’operazione antidroga Omnes che ha visto 40 misure cautelari eseguite il 17 giugno scorso.
La vicenda ha suscitato reazioni immediate dal Partito Democratico di Andria che ha espresso piena solidarietà all’assessore, sottolineando l’importanza del principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
L’indagine e la posizione di Losappio
L’indagine che coinvolge Losappio riguarda un’ipotesi di intralcio alla giustizia relativa a fatti risalenti al maggio 2026. Secondo le ricostruzioni investigative, l’assessore sarebbe coinvolto in un episodio in cui un testimone non si sarebbe presentato davanti all’autorità giudiziaria. Tuttavia, non sono state emesse misure cautelari nei suoi confronti.
Losappio ha ribadito che la sua iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto previsto dalla legge e non costituisce un’accusa formale. Ha inoltre criticato l’accostamento mediatico tra la sua vicenda e l’operazione antidroga, definendolo strumentale e fuorviante.
La reazione del Partito Democratico
Il segretario cittadino del PD di Andria, Gianni Addario ha espresso preoccupazione per la modalità con cui le informazioni sono state diffuse a mezzo stampa. L’uso strumentale di notizie giudiziarie ha dichiarato, è una pratica che il PD condanna con fermezza, definendola guerra politica combattuta con strumenti impropri.
Il PD ha confermato la propria fiducia in Losappio e ha auspicato che la vicenda giudiziaria si chiarisca nelle sedi competenti. Inoltre, ha invitato la sindaca a restituire all’assessore le deleghe, sottolineando che la città ha bisogno del suo lavoro.
Le implicazioni politiche
La decisione di Losappio di rimettere le deleghe apre un fronte politico per l’amministrazione comunale, chiamata a valutare i prossimi passi mentre l’inchiesta giudiziaria prosegue. La vicenda si inserisce in un contesto delicato, all’indomani della maxi operazione antidroga che ha riportato al centro dell’attenzione il contrasto alla criminalità organizzata e il rapporto tra istituzioni e legalità.
Resta fermo che, allo stato degli atti, nei confronti di Losappio vi è esclusivamente un’iscrizione nel registro degli indagati nell’ambito delle indagini preliminari. Ogni persona sottoposta a indagine deve essere considerata non colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.



