10 Settembre 2026 ☀ 29°

Frodi fiscali in Puglia: sequestrati beni per 20 milioni e 32 società cartiera

Un'operazione delle Fiamme Gialle ha portato al sequestro di beni per 20 milioni e alla scoperta di 32 società cartiera a Trani, smantellando una rete di frode fiscale da 136 milioni

Frodi fiscali in Puglia: sequestrati beni per 20 milioni e 32 società cartiera

Un’operazione delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Barletta Andria Trani ha portato allo smantellamento di una complessa rete di frode fiscale che coinvolgeva 80 aziende in tutta Italia. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani ha portato al sequestro di beni per un valore complessivo di circa 20 milioni di euro, corrispondente all’improprio beneficio fiscale maturato.

L’operazione è partita da un controllo eseguito nell’ presso una società tranese gestita da soggetti di origine sinica. Durante il controllo, i militari hanno riscontrato la presenza di un’ulteriore impresa nello stesso spazio commerciale, gestita da soggetti della stessa nazionalità. Questo ha insospettito le Fiamme Gialle, che hanno avviato approfondimenti sulle banche dati in uso al Corpo.

Le società cartiera e il meccanismo della frode

Le indagini hanno portato alla scoperta di 32 società cartiera strutture create esclusivamente per assicurare un indebito vantaggio d’imposta ad altre imprese attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Nel triennio 2026-2026, queste società hanno emesso oltre 136 milioni di euro di fatture per operazioni inesistenti, per un’imposta corrispondente di oltre 30 milioni di euro.

Tra i beni sequestrati ci sono anche i compendi aziendali milionari di due società tranesi operanti come empori e negozi non specializzati di prodotti non alimentari. Inoltre, sono stati sequestrati beni e altre utilità nella disponibilità di 47 aziende e dei relativi rappresentanti legali.

Le anomalie riscontrate e le denunce

Durante il controllo fiscale, sono emerse diverse anomalie nei rapporti commerciali intrattenuti con alcuni fornitori dislocati in altre aree del territorio nazionale. Questi fornitori presentavano elevati indici di pericolosità fiscale, come l’assenza delle prescritte dichiarazioni ai fini delle Imposte Dirette e IVA, l’assenza di versamenti delle imposte, l’assenza di lavoratori dipendenti, di beni mobili e/o immobili intestati a titolo di proprietà, e di contratti di locazione di beni immobili ove svolgere l’attività commerciale.

All’esito delle indagini, sono state denunciate 65 persone per le condotte di emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, bancarotta distrattiva e dolosa. Inoltre, sono state deferite 32 società per le ipotesi di responsabilità amministrativa da reato.

Le misure adottate e le indagini in corso

Previo nulla osta dell’Autorità Giudiziaria, è stata avanzata all’Agenzia delle Entrate la richiesta di adozione di un provvedimento di cessazione di 2 partite IVA rientranti tra le società cartiera ancora attive, al fine di impedire che le stesse possano continuare a emettere documenti fiscali per operazioni inesistenti.

L’attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica, prosegue serrata. L’obiettivo è rafforzare l’azione della Guardia di Finanza per contrastare i fenomeni di illegalità economico-finanziaria, connotati da maggiore disvalore sociale e pericolosità per la tenuta del sistema economico sano e la libera concorrenza, nonché per la tutela dei lavoratori dipendenti, spesso ignare vittime di sistemi e attività truffaldine.

Si precisa che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo in caso di emissione di una sentenza irrevocabile di condanna.

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