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Eventi meteo estremi in Italia: Bari seconda città più colpita, Puglia al secondo posto

Bari è tra le città italiane più colpite dagli eventi meteo estremi, con 44 episodi registrati dal 2010 al 2026. La Puglia è seconda in Italia per numero di eventi, dopo la Sicilia.

Eventi meteo estremi in Italia: Bari seconda città più colpita, Puglia al secondo posto

Le coste italiane stanno affrontando una crisi senza precedenti. Gli eventi meteo estremi stanno diventando sempre più frequenti e intensi, mettendo a dura prova le nostre città costiere. Tra queste, Bari emerge come una delle più colpite, con un numero impressionante di fenomeni atmosferici avversi registrati negli ultimi anni.

Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Città Clima e da Legambiente Bari si posiziona al secondo posto in Italia per numero di eventi meteo estremi, con ben 44 episodi registrati dal 2010 al 2026. A guidare la classifica è Genova, con 50 eventi, seguita da Palermo (38), Agrigento (35) e Napoli (27).

La Puglia in prima linea contro gli eventi meteo estremi

La situazione è particolarmente critica in Puglia, che con 136 eventi meteo estremi registrati negli ultimi 16 anni si posiziona al secondo posto tra le regioni italiane più colpite, dopo la Sicilia (232 episodi) e prima della Calabria (104). La regione, con i suoi centinaia di chilometri di costa, è particolarmente vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico che si manifestano con allagamentitrombe d’ariamareggiate e raffiche di vento.

Non si tratta solo di caldo record, ma di un insieme di fenomeni che contribuiscono all’erosione costiera. Secondo i dati Ispra, negli ultimi cinquant’anni lungo i litorali italiani sono spariti oltre 40 milioni di metri quadrati di spiagge. Un dato allarmante che evidenzia la necessità di interventi urgenti per proteggere le nostre coste.

Le conseguenze degli eventi meteo estremi sulle coste italiane

A livello nazionale, dal 2010 al 2026 sono 308 su 643 le località costiere colpite da eventi meteo estremi, pari al 48% del totale. Gli episodi censiti lungo le coste sono 1.073, su un totale nazionale di 2.778 eventi. La crescita è costante: nel 2026 la percentuale di comuni costieri colpiti era al 41,2%, con 885 episodi, mentre nel 2026 si fermava al 37,3%, con 780 eventi.

Tra i fenomeni più frequenti lungo le coste italiane ci sono gli allagamenti causati da piogge intense (404 casi), seguiti dalle trombe d’aria (286) e dalle mareggiate (107). Legambiente segnala anche l’aumento esponenziale delle mareggiate e delle raffiche di vento negli ultimi cinque anni: dal 2026 al 2026 le prime sarebbero cresciute del 550%, le seconde dell’80%.

Le aree più colpite e le richieste di intervento

Il Sud Italia risulta l’area più colpita. Sicilia, Puglia e Calabria occupano infatti le prime tre posizioni della classifica regionale, confermando la particolare vulnerabilità dei territori costieri meridionali. Qui, turismo, porti, spiagge, centri abitati e infrastrutture si concentrano spesso in aree esposte ai cambiamenti climatici.

Legambiente denuncia la mancanza, in Italia, di un piano specifico per l’adattamento delle coste alla crisi climatica e chiede di lavorare con urgenza anche sullo stanziamento delle risorse necessarie ad attuare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Tra le richieste, una legge contro il consumo di suolo, la rinaturalizzazione dei lidi tramite dune e zone umide, la tutela della posidonia e la definizione rapida delle Linee Guida per le gare sulle concessioni balneari.

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