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La sepoltura dei migranti morti durante la traversata del Mediterraneo

Sette migranti, tra cui Rizvani Fatmire, sono stati sepolti nel cimitero islamico di Palese, Bari, dopo una tragica traversata dal Mediterraneo.

La sepoltura dei migranti morti durante la traversata del Mediterraneo

Il cimitero islamico di Palese, a Bari, ha accolto questa mattina la cerimonia di sepoltura di sette migranti, tra cui Rizvani Fatmire, morti durante una drammatica traversata del Mediterraneo. La cerimonia, seguita dalla preghiera islamica per i defunti, è stata un momento di profondo significato per la comunità musulmana locale.

La tragica traversata dal Mediterraneo

Le sette vittime facevano parte di un gruppo di migranti provenienti principalmente da Egitto e Somalia partiti dalla Libia il 16 agosto 2026 a bordo di un’imbarcazione in legno. La traversata, già di per sé pericolosa, ha avuto un esito tragico per sette di loro. La Life Support di Emergency è intervenuta per recuperare i superstiti e i corpi delle vittime.

Il ruolo della Croce Rossa Italiana

La Croce Rossa Italiana ha svolto un ruolo cruciale nel riconoscimento delle salme, permettendo così una sepoltura dignitosa. Ali Alessandro Pagliara, rappresentante della Comunità Islamica d’Italia (Cidi) e responsabile del servizio per le sepolture islamiche, ha sottolineato l’importanza di questo gesto: “Oggi facciamo la volontà di Allah, dando una degna sepoltura a coloro che non hanno potuto raggiungere la terraferma e sono morti in mare.”

La cerimonia di sepoltura

La cerimonia di sepoltura è stata un momento di grande emozione e rispetto. Le sette bare, adornate con fogli listati a lutto, sono state sepolte nel cimitero islamico di Palese. Pagliara ha ringraziato il Comune di Bari per aver messo a disposizione gli spazi destinati alle sepolture islamiche, sottolineando che il settore islamico del cimitero Monumentale è ormai saturo. Il cimitero di Palese ha così permesso di dare una degna sepoltura alle sette vittime.

La comunità islamica di Bari ha dimostrato ancora una volta il suo impegno nel garantire una sepoltura dignitosa a chi non ha potuto raggiungere vivo la terraferma. Sette vite spezzate in mare hanno così trovato a Bari il loro ultimo approdo.

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