10 Settembre 2026 🌤 33°

Ica Day 2026: come garantire la continuità assistenziale e prevenire il rischio infettivo

Il 10 settembre 2026, al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo, si è tenuto l'Ica Day, un incontro dedicato alla sicurezza del paziente e alla gestione del rischio infettivo.

Ica Day 2026: come garantire la continuità assistenziale e prevenire il rischio infettivo

Il 10 settembre 2026, il Teatro Politeama Garibaldi di Palermo ha ospitato l’Ica Day, un evento organizzato da Hcrm in collaborazione con Bistoncini Partners. L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle organizzazioni sanitarie e dell’industria dei dispositivi medici per affrontare il tema della sicurezza del paziente lungo il percorso assistenziale.

La transizione dall’ospedale al territorio rappresenta uno dei momenti più critici del percorso di cura. Cambiano professionisti, organizzazioni e strumenti, e questa frammentazione può compromettere la sicurezza del paziente. Per questo, è fondamentale costruire modelli organizzativi integrati, basati su procedure, responsabilità e standard condivisi.

L’importanza dell’integrazione tra ospedale e territorio

Paolo Calcinaro, assessore alla Sanità e alle politiche sociali della Regione Marche, ha sottolineato che la sicurezza del paziente non può dipendere dalla capacità dei singoli professionisti di ricostruire ogni volta il percorso assistenziale ma deve essere garantita dall’organizzazione. Questo significa creare modelli in cui ospedale, territorio e strutture intermedie siano realmente connessi con responsabilità definite, informazioni condivise e processi capaci di accompagnare il paziente anche nei momenti di transizione.

Le esperienze sviluppate nei diversi territori possono rappresentare un patrimonio importante da mettere a sistema. La qualità dell’assistenza passa anche dalla capacità di rendere la continuità una caratteristica strutturale del Servizio sanitario.

Innovazione tecnologica e governance del rischio infettivo

Il confronto ha evidenziato come la governance del rischio infettivo richieda un approccio sistemico, nel quale organizzazione, integrazione, continuità assistenziale, innovazione e dati siano elementi di uno stesso processo. L’innovazione tecnologica non è stata considerata un obiettivo in sé, ma uno strumento da valutare sulla base della sua capacità di produrre risultati concreti.

Barbara Ragonese, direttrice Qualità, accreditamento e rischio clinico dell’Irccs Ismett-Upm, ha sottolineato che governare il rischio infettivo significa innanzitutto governare i processi. Procedure, tecnologie e strumenti di monitoraggio sono fondamentali, ma diventano realmente efficaci quando vengono inseriti all’interno di un’organizzazione nella quale ruoli, responsabilità e modalità operative siano chiari e condivisi.

La sfida è passare da una logica di adempimento a una logica di sistema, nella quale la prevenzione sia integrata nei percorsi assistenziali e la qualità e la sicurezza siano responsabilità di tutta l’organizzazione.

La prevenzione del rischio infettivo come responsabilità condivisa

Il tema della prevenzione del rischio infettivo non può essere confinato al singolo setting assistenziale, ma deve diventare una responsabilità condivisa lungo l’intero percorso di cura. Una governance efficace passa dalla capacità di progettare modelli e ripensare processi che tengano insieme strutture e professionisti diversi, assicurando continuità e sicurezza al paziente anche quando cambia il luogo dell’assistenza.

L’Ica Day ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare la governance del rischio infettivo attraverso modelli organizzativi, strumenti operativi e soluzioni tecnologiche concrete, sostenibili e replicabili. La riflessione emersa dal confronto indica una direzione precisa: la prevenzione del rischio infettivo deve essere una responsabilità condivisa lungo l’intero percorso di cura.

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