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Fallimento del Bari: la Procura richiede un curatore per la Serie C

La Procura insista sul fallimento del Bari e sulla nomina di un curatore, nonostante la difesa presenti analisi contabili e contesta le accuse di bancarotta fraudolenta.

Fallimento del Bari: la Procura richiede un curatore per la Serie C

Il Bari si trova al centro di un acceso caso giudiziario: la Procura di Bari, rappresentata dal procuratore Roberto Rossi e dagli aggiunti Ciro Angelillis e Milto De Nozza, ha depositato una nuova memoria chiedendo il fallimento del club e la nomina di un curatore per terminare la stagione di Serie C. La richiesta si colloca nella casistica di un insolvente che, a loro dire, non può più far fronte ai propri obblighi in maniera autonoma.

La denuncia della Procura e la richiesta di fallimento

Il documento, lungo 47 pagine e corredato da una consulenza tecnica dei commercialisti Massimiliano Cassano e Antonio Danza, contesta le tesi difensive della società. Secondo la Procura, la Ssc Bari è strutturalmente in perdita e il costante sostegno del socio Filmauro, basato su otto lettere di impegno annuali, rappresenta un “mezzo anormale” di pagamento dei debiti. Le operazioni di rinuncia a 15,2 milioni di crediti da parte di Filmauro tra il 30 giugno e il 28 agosto sono ritenute prive di valore liquidativo, lasciando invariato l’attivo soggetto a seizure.

Una novità introdotta nella memoria è la domanda di esercizio provvisorio se accettata, il Torino sarebbe gestito da un curatore nominato dal tribunale, garantendo la prosecuzione del campionato pur sotto supervisione giudiziaria. La Procura sottolinea che l’eliminazione dello squilibrio patrimoniale evidenziato nel bilancio al 30 giugno 2026 non è sufficiente a dimostrare la capacità operativa della società.

Le controdifese del Bari e le questioni pendenti

La difesa, affidata al prof. Ugo Patroni Griffi e all’avvocato Mattia Grassani, ha depositato una contro-memoria contenente una consulenza tecnica di Elbano De Nuccio, presidente dell’Ordine nazionale dei commercialisti. Il documento di 130 pagine argomenta che il bilancio approvato a giugno dimostra la solidità contabile della squadra e che le operazioni di mercato sono state regolari. Tra le evidenze presentate, spicca l’analisi della cessione del portiere Elia Caprile al Napoli per 2,2 milioni di euro.

Il caso Caprile: prezzi e valutazioni

Secondo la Procura, il prezzo di 2,2 milioni sarebbe stato «non congruo» rispetto al valore successivo di 8 milioni ottenuto dal Napoli nella vendita a Cagliari, configurando una possibile operazione fraudolenta. La difesa ribatte sottolineando che il Bari ha realizzato un effetto economico netto di circa 1,7 milioni: la differenza tra i 40 000 euro di costo di acquisto e i 2,2 milioni di entrata, al netto delle commissioni. Inoltre, il valore incrementato del giocatore è stato conseguenza della valorizzazione operata dal Napoli nei due anni successivi, non attribuibile al Bari. Su 16 cessioni dal 2021 al 2026, solo due coinvolgono il Napoli, a dimostrazione dell’assenza di un “sistematizzato trasferimento di valore” verso la società di famiglia.

Nel frattempo, il club ha rinunciato al riesame richiesto dopo il sequestro di documenti avvenuto a luglio nelle sedi di Bari, Napoli e Filmauro. La decisione, definita strategica, consente di attendere le ulteriori memorie che la Procura intende presentare entro i termini fissati dal giudice della sezione fallimentare.

Procedura, udienza e possibili scenari

L’udienza fissata per il 1° ottobre davanti al Tribunale civile sarà dedicata alla discussione della domanda di liquidazione giudiziale avanzata dalla Procura. Il procedimento penale per bancarotta fraudolenta, già in corso contro i fratelli De Laurentis, si intreccia con quello civile: la dichiarazione di insolvenza della società è un prerequisito per la pronuncia penale.

Qualora il giudice accogliesse la richiesta, il Bari potrebbe chiudere la stagione sotto la direzione di un curatore, con conseguenze sul calendario della Serie C e sulla continuità sportiva del club. In caso di rigetto, la società proseguirebbe con la difesa del bilancio approvato, ma resta la pressione delle indagini penali e il rischio di ulteriori sequestri di documentazione.

Il caso rimane aperto e i prossimi passi saranno decisivi per il futuro del club biancorosso, per i tifosi e per la credibilità dell’intero sistema calcistico italiano.

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