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Processo per voto comprato: Anita Maurodinoia, Sandro Cataldo e assoluzione di Donatelli

Anita Maurodinoia e Sandro Cataldo affrontano il giudizio per voto comprato, mentre l'ex sindaco di Triggiano torna libero.

Processo per voto comprato: Anita Maurodinoia, Sandro Cataldo e assoluzione di Donatelli

Le indagini sulla presunta corruzione elettorale che ha scosso la Puglia negli ultimi anni hanno raggiunto un punto di svolta: la gup del Tribunale di Bari, presieduta dalla giudice Chiara Maglio, ha formalmente rinviato a giudizio diverse personalità politiche, tra cui l’ex assessora regionale ai Trasporti Anita Maurodinoia e il marito Sandro Cataldo, fondatore del movimento “Sud al centro”.

Rinvio a giudizio di Anita Maurodinoia e Sandro Cataldo

Il provvedimento di rinvio a giudizio riguarda i fatti di voto comprato denunciati nelle elezioni amministrative di Grumo Appula (Bari) e nelle elezioni regionali del 2020, nonché in quelle amministrative di Triggiano del 2021. Secondo le ricostruzioni dei pubblici ministeri Claudio Pinto e Savina Toscani, i due imputati avrebbero coordinato un’organizzazione capace di scambiare denaro per favorire l’acquisto di voti, influenzando il risultato di più tornate elettorali. Il processo è stato fissato per il 12 gennaio 2027 data che segna l’inizio di una fase giudiziaria particolarmente delicata per il centro-sinistra pugliese.

Meccanismi e importi dei voti comprati

Le indagini hanno messo a fuoco una rete di pagamento che, secondo le accuse, prevedeva somme intorno ai 50 euro per elettore, versate tramite associazioni create appositamente per l’occasione. I pm hanno sostenuto che le operazioni fossero state gestite da Cataldo, che avrebbe fornito sia la logistica che le risorse finanziarie, mentre Maurodinoia, eletta nella lista del Partito Democratico con quasi 20.000 preferenze, avrebbe beneficiato dei risultati truccati per consolidare la propria posizione all’interno della giunta regionale di Michele Emiliano.

Assoluzione dell’ex sindaco di Triggiano Antonio Donatelli

Contestualmente al rinvio a giudizio degli altri imputati, la stessa gup ha pronunciato una sentenza di assoluzione per tre persone che hanno optato per il rito abbreviato: l’ex sindaco di Triggiano Antonio Donatelli, sua moglie Gaetana Lanotte e il finanziere Nicola Giovanni Nitti. Il giudice ha dichiarato che non vi era prova sufficiente per dimostrare il loro coinvolgimento nei fatti di corruzione elettorale ribadendo quindi la loro innocenza rispetto alle accuse di voto comprato.

Ripercussioni politiche e dimissioni

Dopo la notifica dell’avviso di garanzia, Anita Maurodinoia ha rassegnato le dimissioni dal ruolo di assessora regionale ai Trasporti, una decisione che ha lasciato il governo regionale di Emiliano con la necessità di riorganizzare la giunta. Il marito, Sandro Cataldo, era stato arrestato nell’aprile 2024 e posto ai domiciliari fino a luglio 2024, periodo durante il quale le autorità hanno continuato le indagini per raccogliere ulteriori elementi probatori. L’intera vicenda ha provocato una notevole ondata di critiche da parte delle forze democratiche, con richieste di trasparenza e di riforme nella gestione dei finanziamenti elettorali.

Prossimi sviluppi giudiziari

Il calendario giudiziario prevede che, oltre al processo principale, la difesa di Maurodinoia e Cataldo presenterà ulteriori richieste di prova e, possibilmente, ricorsi contro alcune decisioni preliminari. Nel frattempo, la magistratura continuerà a esaminare il ruolo delle altre tredici persone coinvolte, per le quali è attesa una definizione nei prossimi mesi. La conclusione di questo caso sarà sicuramente osservata da tutti gli attori politici della regione, poiché potrà conferire un importante segnale sulla tolleranza zero verso pratiche illecite nel panorama elettorale pugliese.

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