Il 24 settembre 2026, al tramonto, le strade di Bari sono state teatro di una manifestazione particolarmente toccante. Un corteo ha attraversato il lungomare, il centro storico e la storica piazza del Ferrarese, portando con sé il cosiddetto Sudario una vasta stoffa su cui sono stati tracciati a mano i nomi di 18mila bambini uccisi a Gaza dal 7 ottobre al.
L’iniziativa, già svolta in altre città italiane, mirava a trasformare un dato numerico in una realtà umana, facendo sì che ogni nome fosse percepito come una vita spezzata. Il percorso scelto, dalla sponda del mare fino al cuore della città, ha permesso a centinaia di cittadini, trasportatori e volontari di condividere un momento di commozione collettiva e di riflessione sulla violenza in corso.
Il percorso del corteo da lungomare al centro
Partito dal lungomare, il corteo ha seguito la passeggiata costiera, con i partecipanti che portavano con sé il Sudario sovrappeso di carta e di dolore. Lungo il tragitto, i passanti hanno potuto leggere a vista alcuni dei nomi, riconoscendo l’instancabile lavoro di chi li ha scritti a mano. Quando la manifestazione è giunta al centro, le vie più trafficate si sono svuotate, offrendo spazio alla processione per avanzare verso la piazza del Ferrarese.
Nel cuore della città, il corteo ha toccato il punto simbolico della memoria pubblica dove i manifestanti hanno disposto il Sudario in un cerchio, invitando i presenti a riflettere sul valore di ogni singolo nome. La scelta di terminare in piazza del Ferrarese è stata voluta per dare visibilità al gesto all’interno di un contesto storico e sociale molto partecipato.
Il Sudario dei bambini: testimonianza tangibile
Il Sudario, realizzato con tela robusta, riporta in fila continua i nomi dei piccoli vittime del conflitto, scritti con penna nera su carta bianca. Ogni nome è stato aggiunto da volontari, membri di associazioni e persino da persone che non hanno legami diretti con la zona, ma che hanno voluto contribuire a una memoria condivisa. La presenza fisica di questi nomi ha trasformato il corteo in una sorta di campo di commemorazione itinerante.
Il gesto di portare il Sudario per le strade di Bari ha suscitato reazioni diverse: da un profondo silenzio a voci di solidarietà, da lacrime spontanee a applausi di speranza. Molti hanno affermato che vedere i nomi scritti uno accanto all’altro rende il numero di 18mila più “umanamente” percepibile, evitando che la tragedia si perda nella mera statistica.
Le dichiarazioni di Francesca Bottalico
Tra i protagonisti della manifestazione, la consigliera comunale e metropolitana Francesca Bottalico ha condiviso le sue emozioni sui social, descrivendo l’esperienza come “Stasera un’emozione intensa, profonda e difficile da raccontare“. Ha sottolineato che camminare sollevando il Sudario significa ricordare che dietro ogni numero c’è una vita, un volto, una storia, una famiglia.
Nel proseguire, Bottalico ha definito il momento “che lascia senza parole e che invita a non dimenticare, a non essere indifferenti e a custodire la memoria di chi non c’è più“. Ha concluso con un forte appello: “Perché ogni nome merita di essere ricordato. Perché ogni bambino merita di vivere. Perché la pace non può essere solo una parola“.
La manifestazione di Bari, quindi, non è stata solo una dimostrazione di solidarietà, ma un vero e proprio atto di testimonianza che ha coinvolto cittadini, istituzioni e attivisti, lasciando un segno indelebile nella memoria collettiva della città.



