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Fiscali: 58 imprese sotto controllo della Finanza a Barletta

Le autorità fiscali hanno bloccato 58 partite IVA ad alto rischio, imponendo nuove regole per prevenire truffe e riciclaggio.

Fiscali: 58 imprese sotto controllo della Finanza a Barletta

Il Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani della Guardia di Finanza ha messo in atto una operazione mirata a contrastare le partite IVA inattive o pericolose dal punto di vista fiscale. Il provvedimento, attuato il 25 settembre 2026, è stato concepito per impedire l’utilizzo di questi soggetti economici nella realizzazione di attività illecite, come l’emissione di fatture fantasma o la richiesta indebita di contributi pubblici.

Grazie a una metodologia sviluppata internamente, le forze dell’ordine hanno potuto scoprire una serie di indicatori di rischio, tra cui l’inoperatività prolungata di almeno tre esercizi finanziari, debiti consistenti verso l’Erario e la presenza di precedenti giudiziari legati a reati di truffa, ricettazione o bancarotta fraudolenta. Tali criteri hanno permesso di concentrare le risorse su casi realmente pericolosi per la salute finanziaria della provincia.

Metodo di individuazione delle partite IVA a rischio

La Compagnia di Trani ha condotto un’analisi predittiva su tutte le partite IVA con sede legale nella provincia, incrociando dati fiscali, informazioni sui pagamenti e registri giudiziari. Sono stati individuati 58 soggetti economici con elevato indice di pericolosità, caratterizzati da una combinazione di elementi che li rendevano vulnerabili a pratiche illegali.

Criteri di segnalazione impiegati

I principali fattori considerati sono stati: (i) inattività prolungata per tre o più esercizi, (ii) debiti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate pari a multimilioni di euro, e (iii) la presenza di precedenti penali di particolare gravità nei titolari o nei rappresentanti legali. Quando almeno due di questi elementi sono stati riscontrati, la partita IVA è stata inserita nella lista di allerta per un’azione immediata.

Risultati dell’intervento della Guardia di Finanza

Il risultato dell’attività di monitoraggio ha portato all’emissione di numerosi provvedimenti. In totale sono state disposte 12 cessazioni di partite IVA per rischio frode ai sensi dell’articolo 35, comma 15 bis 1, del D.P.R. 633/1972; 36 cessazioni d’ufficio, e 10 chiusure volontarie da parte dei contribuenti stessi. L’ammontare complessivo delle sanzioni amministrative è stato fissato a 174.000 euro.

Un ulteriore aspetto dell’intervento è stata la condizione imposta per l’eventuale riapertura di una partita IVA: chi desidera riattivare l’attività deve presentare una fideiussione bancaria minima di 50.000 euro. Questa misura ha l’obiettivo di garantire che le nuove attività operino nel rispetto delle norme fiscali e non ripropongano i comportamenti illeciti già sanzionati.

L’operazione dimostra la capacità della Guardia di Finanza di agire sia in via repressiva sia preventiva, stimolando la “compliance” tra gli operatori economici e proteggendo le casse dello Stato da ulteriori perdite. Nel contesto della provincia di Barletta-Andria-Trani, queste azioni rafforzano la fiducia nel sistema fiscale e contribuiscono a mantenere un mercato più competitivo e trasparente.

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