Il nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Foggia ha concluso lunedì 28 settembre un’indagine che ha coinvolto diversi attori della zona, dal cuore di Napoli fino alla provincia di Foggia. L’operazione, coordinata con la Procura della Repubblica di Foggia, ha portato all’applicazione di misure cautelari su otto individui sospettati di contrabbando di tabacchi lavorati.
Arresti a Napoli e obbligo di dimora in provincia di Foggia
Quattro cittadini napoletani sono stati posti agli arresti domiciliari, mentre altri quattro cittadini foggiani hanno ricevuto l’obbligo di dimora. Tra questi ultimi, tre risiedono a Cerignola e uno a Foggia, tutti ritenuti responsabili della distribuzione della merce sul territorio della Capitanata. La misura è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Foggia, in attuazione dell’ordinanza del Giudice.
Profilo dei soggetti coinvolti
Gli otto individui, tutti maschi, sono stati identificati grazie a una serie di pedinamenti e controlli incrociati. I quattro napoletani, legati direttamente ai depositi della città, hanno svolto il ruolo di fornitori, mentre i quattro foggiani sono stati individuati nella fase di smistamento e redistribuzione delle sigarette verso i punti vendita illeciti della regione.
Indagine e scoperta dei depositi clandestini a Napoli
L’attività investigativa si è concentrata su percorsi logistici tra la Campania e la Puglia, consentendo di localizzare tre depositi clandestini nel centro di Napoli. I luoghi individuati si trovano nei stretti vicoli del Borgo Sant’Antonio Abate e nella dinamica zona di piazza Mercato, tradizionalmente note per il commercio informale. Questi magazzini illegalmente occupati fungevano da nodi di stoccaggio temporaneo prima che la merce fosse trasportata verso la Capitanata.
Sequestro di merce e dati sul contrabbando
Durante le perquisizioni è stato sequestrato un carico di 37.500 pacchetti di sigarette corrispondenti a circa 750 chilogrammi di prodotto privo del sigillo del Monopolio dello Stato. Gran parte delle confezioni riportava marchi famosi contraffatti e indicazioni in lingua straniera, evidenziando la volontà di introdurre sul mercato prodotti cheap e illicit white potenzialmente dannosi per la salute dei consumatori. Inoltre, nove soggetti sono stati fermati in flagranza di reato, mentre altre cinque persone sono state denunciate a piede libero.
L’operazione non solo ha interrotto la catena logistica, ma ha anche inviato un chiaro segnale alle organizzazioni criminali che operano nel settore del tabacco, dimostrando la capacità della Guardia di Finanza di monitorare e smantellare reti transfrontaliere di contrabbando.



