Il 31 agosto, su strada provinciale 113 nella contrada Ciminiera di Monopoli, si è verificato un drammatico sinistro che ha lasciato senza vita un motociclista. L’automobilista, identificato con le iniziali T.M., è stato inizialmente indagato per omicidio stradale un reato previsto dal codice penale per chi, per negligenza o imprudenza, provoca la morte di una persona sulla rete viaria.
Le indagini sono state condotte dalla Sezione Radiomobile della Compagnia di Monopoli con il supporto del pubblico ministero Luisiana Di Vittorio e del giudice per le indagini preliminari (GIP) del Tribunale di Bari, dott. Giuseppe De Salvatore. Dopo aver analizzato le prove raccolte, la magistratura ha deciso di archiviare il procedimento e di disporre il dissequestro del veicolo.
Decisione del giudice e motivazioni dell’archiviazione
Il GIP Giuseppe De Salvatore, su richiesta del pubblico ministero Luisiana Di Vittorio, ha concluso che non esistono elementi sufficienti per una ragionevole previsione di condanna nei confronti di T.M. La decisione è stata resa pubblica mediante un atto giudiziario che ha anche disposto il dissequestro della Skoda Karoq, modello guidato dall’imputato al momento dell’incidente.
Il ruolo del pubblico ministero nella proposta di archiviazione
La dott.ssa Di Vittorio ha sottolineato, nella sua nota di chiusura, che le indagini non hanno rilevato profili di responsabilità attribuibili all’automobilista. L’assenza di prove concrete ha spinto la Procura a chiedere l’interruzione del procedimento, decisione accolta integralmente dal giudice.
Ricostruzione dell’incidente sulla SP 113
Secondo le risultanze fornite dalla Radiomobile, il motociclista, al comando di una Ducati Monster, ha perso il controllo alla conclusione di una curva. Le cause apparenti sono state due: una velocità non moderata e la presenza di pietrisco sul manto stradale, accumulato dopo le avverse condizioni atmosferiche dei giorni precedenti.
La dinamica evidenzia che la moto ha slittato per circa 36 metri oltrepassando la carreggiata opposta proprio nel momento in cui la Skoda Karoq, guidata da T.M., attraversava regolarmente la stessa zona. Tale sovrapposizione ha reso l’impatto inevitabile, ma non imputabile al conducente dell’auto.
Reazioni della difesa e chiusura del caso
L’avvocato penalista Antonio Maria La Scala, che rappresenta T.M., ha espresso soddisfazione per l’esito della vicenda. Nella sua dichiarazione, La Scala ha evidenziato come le argomentazioni difensive, basate su una dettagliata analisi tecnica delle cause dell’incidente, abbiano trovato pieno riscontro nella valutazione della Procura e nella decisione del giudice.
Con l’archiviazione e il relativo dissequestro del veicolo, il procedimento giudiziario si chiude formalmente, restituendo all’assistito una posizione di “piena chiarezza” rispetto agli eventi del 31 agosto. Il caso, che aveva attirato l’attenzione dei media locali, rappresenta un esempio di come le indagini tecniche approfondite possano influenzare le decisioni penali in materia di sicurezza stradale.



