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Parroco arrestato a Corato per abusi sessuali su giovane

Il parroco di Corato, 56enne, è finito agli arresti domiciliari per presunte violenze sessuali su un giovane fedele.

Parroco arrestato a Corato per abusi sessuali su giovane

Il parroco di 56 anni, responsabile della comunità parrocchiale di Corato, è stato tratto in custodia dalle forze dell’ordine il 10 ottobre 2026. La presa di persona è avvenuta sulla base di una misura cautelare emanata dal gip del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura di Trani. Il religioso è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità e da ulteriori atti di violenza nei confronti di un giovane che frequentava regolarmente la parrocchia.

Il provvedimento nasce dalla denuncia di un parrocchiano maggiorenne, avvenuta dopo una serie di fatti avvenuti tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. Il giovane ha riferito di essere stato costretto a subire molestie sessuali da parte del sacerdote, descrivendo più episodi in cui la sua posizione di guida spirituale sarebbe stata sfruttata per imporre attenzioni indesiderate di natura sessuale.

Arresto a Corato del sacerdote 56enne

L’operazione di cattura è stata condotta dalla polizia di Stato a Corato, in risposta a quanto richiesto dal gip. Il religioso, già sottoposto a restrizioni, è stato posto agli arresti domiciliari, una misura che limita la sua libertà di movimento e lo obbliga a non avvicinarsi a determinati luoghi e persone. La decisione è stata adottata per preservare l’incolumità del denunciante e di eventuali altre vittime, nonché per evitare ogni possibile interferenza con le indagini in corso.

Testimonianze e intercettazioni a supporto dell’accusa

Le indagini sono state affidate alla Squadra mobile di Bari, coordinata dalla Procura di Trani. Gli investigatori hanno raccolto le dichiarazioni di diversi testimoni che avevano ascoltato il giovane confidarsi nel tempo. Inoltre, le attività di intercettazione telefonica hanno prodotto elementi ritenuti coerenti con le affermazioni della vittima, evidenziando soprattutto la posizione di autorità esercitata dal parroco nei confronti dei fedeli, fattore ritenuto determinante per la qualificazione aggravata del reato.

Procedimento giudiziario e ruolo della Procura di Trani

Alla luce delle prove raccolte, la Procura di Trani ha richiesto al giudice per le indagini preliminari l’emissione di un provvedimento restrittivo nei confronti del sacerdote. La richiesta è stata accolta dal gip che ha disposto la misura cautelare di arresto domiciliario. La decisione giudiziaria sottolinea la gravità delle accuse e la necessità di tutelare la vittima, evitando ogni possibile contatto tra il denunciante e l’indagato.

Misura cautelare e conseguenze immediate

Il parroco, ora soggetto a arresti domiciliari dovrà rispettare rigorosamente le condizioni imposte dal tribunale, tra cui il divieto di avvicinarsi al luogo di culto e di contattare la persona denunciante. Qualsiasi violazione potrà comportare l’emissione di un provvedimento carcerativo. Nel frattempo, la Procura di Trani continua a approfondire le indagini per verificare l’esistenza di eventuali altri episodi e per raccogliere ulteriori testimonianze, al fine di garantire un quadro completo di quanto accaduto.

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