Dal lunedì 12 ottobre si è insediato, lungo la principale arteria autostradale A14, un sit-in nei pressi del casello di Poggio Imperiale, nel cuore del Foggiano. Agricoltoriolivicoltori e autotrasportatori hanno occupato l’area per quasi una settimana, segnalando che i costi del carburante e le spese collegate all’attività agricola sono diventati insostenibili. La scelta di bloccare l’uscita autostradale è stata pensata per rendere visibile a chi governa la gravità della situazione, con la prospettiva di spostare il corteo verso la capitale nei prossimi giorni.
Le richieste degli agricoltori e dei trasportatori
Le motivazioni alla base dell’occupazione sono molteplici. I prezzi del diesel e della benzina, che incidono direttamente sulle spese dei camionisti, hanno raggiunto picchi tali da minacciare la sopravvivenza delle aziende agricole. Parallelamente, gli olivicoltori denunciano un collasso della redditività a causa dell’impennata dei costi di produzione – dalla manodopera ai fertilizzanti – senza alcun adeguamento delle tariffe di vendita. Di fronte a questo duplice peso economico, i produttori chiedono interventi immediati da parte dello Stato e della Regione per garantire la continuità delle attività.
Il ruolo del comitato olivicoltori di Carpino
Rocco Romagnolo, rappresentante del comitato olivicoltori di Carpino, ha dichiarato: “Stiamo pensando di recarci su Roma per farci sentire da chi governa davvero le nostre vite. Qui noi non ce la facciamo più. Le aziende agricole sono al collasso.” Il messaggio sottolinea la volontà di portare la protesta al centro del potere politico, chiedendo un ascolto concreto delle difficoltà quotidiane dei produttori.
Sostegno istituzionale e simboli della protesta
Il presidio ha visto la partecipazione della maggior parte dei sindaci locali e del presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti, il quale ha affermato: “Siamo al fianco dei nostri produttori, dei nostri agricoltori, di tutto il comparto in sofferenza. È il minimo che possiamo fare. Ma Roma deve fare la sua parte e anche la Regione.” Accanto a loro, hanno preso parte anche studenti e il vescovo di San Severo, Giuseppe Mengoli, che ha ribadito l’importanza di rappresentare la vicinanza a chi soffre e di far sentire un disagio diffuso.
L’asinello come futuro mezzo di trasporto e il cartello “Stato assente”
Tra i simboli più curiosi della manifestazione spicca la presenza di un asinello, offerto dal proprietario come “sarebbe il nostro futuro mezzo di trasporto”. Il gesto vuole ironizzare sul costo del carburante e sulla difficoltà di approvvigionamento per gli agricoltori. Su un trattore è stato appeso un cartello con la scritta “Stato assente” un chiaro segnale di frustrazione verso le istituzioni che, secondo i manifestanti, non hanno risposto alle richieste di aiuto.
Con la pressione che si sta intensificando, la possibilità di una marcia su Roma sembra sempre più concreta. Gli agricoltori e i camionisti intendono trasformare il sit-in di Poggio Imperiale in un’occasione di confronto nazionale, sperando che la capitale possa offrire soluzioni tempestive a un settore che definiscono in “grave difficoltà”.



