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Protesta dei camionisti pugliesi: richieste a Decaro sul carburante

Centinaia di autotrasportatori marciano da Altamura a Bari per chiedere a Decaro una risposta al rincaro del gasolio.

Protesta dei camionisti pugliesi: richieste a Decaro sul carburante

Negli ultimi mesi il prezzo del gasolio ha registrato incrementi continui, mettendo a dura prova gli autotrasportatori pugliesi. L’aumento dei costi di carburante si traduce in minori margini di profitto, ritardi nella consegna delle merci e, in ultima analisi, in un aumento dei prezzi al consumatore finale. Di fronte a questa pressione economica, il consorzio Acar ha deciso di organizzare una manifestazione che punta a far sentire la propria voce alle istituzioni regionali. La protesta, annunciata per la mattina del 19 ottobre, vuole sottolineare che il cariache del gasolio non è più sostenibile per la continuità delle imprese di trasporto.

Secondo il comunicato stampa del consorzio, l’intervento prevede un corteo di 35 motrici che partirà da Altamura alle 8.30, percorrendo la Statale 96 fino a Bari. Si stima la partecipazione di circa cento autotrasportatori i quali arriveranno nella città capoluogo poco più di un’ora dopo la partenza. Una volta sul lungomare di Bari i manifestanti formeranno un presidio davanti alla Presidenza della Regione Puglia chiedendo un incontro diretto con il presidente Antonio Decaro. Il fraseggio chiave della protesta è il retto “Basta con il caro gasolio” che riecheggia tra le richieste di interventi concreti a sostegno del settore.

Corteo da Altamura a Bari: dati e itinerario

Il corteo partirà alle 8.30 da Altamura, città di origine del consorzio Acar con 35 tir al completo. I veicoli, tutti in marcia, seguiranno la Statale 96 arteria principale che collega l’entroterra alla costa adriatica. Il percorso, lungo circa 50 chilometri, è stato scelto per la sua visibilità e per l’importanza logistica che riveste per il traffico merci della regione. Durante il tragitto, i conducenti hanno previsto brevi soste per controllare il flusso veicolare e garantire la sicurezza di tutti gli utenti della strada.

Dettagli sul transito sulla Statale 96

La Statale 96 è una delle principali vie di collegamento tra la zona interna della Puglia e il porto di Bari, perciò il passaggio di 35 motrici è destinato a creare un impatto significativo sul traffico locale. Gli organizzatori hanno coordinato con le autorità di polizia stradale per minimizzare disagi, ma hanno anche voluto rendere evidente il peso del cariache del carburante sul regolare svolgimento delle attività di trasporto. Il flusso si concluderà sull’arrivo a Bari intorno alle 9.30, dove i partecipanti formeranno un blocco davanti alla Presidenza della Regione Puglia puntando a ottenere un colloquio immediato con il presidente Decaro.

Le richieste del consorzio Acar

Nel comunicato del consorzio, le richieste principali includono: un incontro urgente con Antonio Decaro l’introduzione di agevolazioni fiscali o sussidi per il carburante, e l’adozione di misure volte a garantire liquidità alle piccole imprese di trasporto. Acar sostiene che il cariache del gasolio influisce non solo sul settore autotrasportatori, ma su tutta l’economia regionale, poiché ritarda la distribuzione delle merci aumenta i costi di produzione e si riflette sul prezzo finale pagato dai cittadini. La nota conclude con un appello a “interventi concreti a sostegno del settore”, avvertendo che il mancato ascolto può compromettere la continuità della filiera logistica pugliese.

Il contesto delle recenti mobilitazioni in Puglia

La manifestazione del 19 ottobre si inserisce in una serie di proteste che hanno animato la regione negli ultimi giorni. In precedenza, centinaia di cittadini e operatori del settore si sono radunati nelle strade di Bari e Corato per chiedere misure di contenimento del prezzo del carburante. Questi eventi hanno evidenziato un clima di crescente tensione tra le amministrazioni regionali e le categorie produttive più colpite dall’aumento dei costi energetici. La costante è la stessa: un settore che si sente “piegato” dal cariache del gasolio e che chiede un intervento strutturale da parte delle istituzioni per salvaguardare la propria sostenibilità e, per estensione, quella dell’intera economia pugliese.

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