19 Ottobre 2026 ☀ 19°

Cento autisti e 35 motrici protestano a Bari per il caro gasolio

Cento autotrasportatori partiranno da Altamura il 19 ottobre con 35 motrici per un presidio a Bari, chiedendo misure concrete contro il caro gasolio e un confronto con il presidente Decaro.

Cento autisti e 35 motrici protestano a Bari per il caro gasolio

Il 19 ottobre una colonna di circa 35 motrici e un centinaio di persone partirà da Altamura in direzione di Bari per portare all’attenzione delle istituzioni le difficoltà del comparto dell’autotrasporto causate dal caro gasolio. I mezzi giungeranno sul lungomare di Bari e si fermeranno nei pressi della sede della presidenza della Regione Puglia dove è previsto un presidio fino a quando non verrà garantito un confronto con il presidente Antonio Decaro.

Partenza da Altamura e organizzazione del presidio sul lungomare

La mobilitazione, promossa dal Consorzio Acar (Altamura consorzio autotrasportatori riuniti), prevede la partenza mattutina da Altamura con arrivo stimato a Bari nella fascia oraria della mattina. I mezzi lasceranno le loro postazioni principalmente nell’area di Pane e Pomodoro sul lungomare Perotti, e la protesta verrà condotta nel rispetto delle prescrizioni della Questura e della circolazione stradale. Il presidio è pensato come momento di pressione pacifica: i partecipanti rimarranno in loco fino a quando non sarà concordato l’incontro con il presidente regionale.

Numeri e logistica dell’iniziativa

I numeri sono chiari: circa 100 persone e 35 motrici. L’organizzazione ha stabilito che i mezzi non entreranno nel centro cittadino, ma sosteranno nell’area indicata per limitare disagi alla circolazione. Il presidio è stato calendarizzato per concludersi intorno alle 13, salvo prolungamenti nel caso in cui non venisse garantito il confronto richiesto. Gli organizzatori hanno inoltre sottolineato l’intenzione di mantenere ordine e rispetto delle normative durante tutta l’iniziativa.

Motivazioni della protesta e impatto sulla filiera

Al centro delle richieste c’è il peso del caro gasolio una voce di costo che, secondo i promotori dell’iniziativa, sta mettendo a rischio la sostenibilità delle imprese di autotrasporto. Il Consorzio Acar evidenzia che le ricadute non sono limitate al settore: l’aumento dei costi di trasporto incide sulla distribuzione delle merci sulle attività produttive locali e, in ultima istanza, sulle tasche di imprese e cittadini. Per questo motivo i manifestanti chiedono provvedimenti immediati e misure che possano garantire liquidità e continuità operativa alle aziende.

Difficoltà di accesso alla liquidità e continuità aziendale

Oltre al prezzo del carburante, i rappresentanti del settore segnalano problemi nell’accesso alla liquidità che limitano la capacità delle imprese di sostenere i costi correnti e gli investimenti necessari. Questa combinazione di fattori, secondo gli organizzatori, può portare a interruzioni nella catena logistica e a difficoltà nella consegna delle merci, con effetti a cascata su produzione e consumo.

Mobilitazioni in Puglia, Calabria e Basilicata e tavolo istituzionale del 20 ottobre

La protesta di Bari si inserisce in un quadro di mobilitazioni più ampio che coinvolge rappresentanti dei trasportatori e delle aziende di logistica di PugliaCalabria e Basilicata. I delegati delle tre regioni hanno annunciato la prosecuzione dei presidi sul territorio e hanno chiarito che le iniziative resteranno operative finché non saranno raggiunte risposte concrete alle richieste del settore. È stato fissato un incontro istituzionale per il 20 ottobre considerato da più parti un passaggio fondamentale per affrontare la crisi.

Richieste sul tavolo e posizione dei delegati

I rappresentanti regionali hanno dichiarato di presentarsi al tavolo con una piattaforma di richieste definita e attendono risposte precise, con tempi e risorse quantificate. I portavoce hanno ribadito che non sono sufficienti promesse vaghe: servono garanzie operative per la tutela delle imprese e dei lavoratori. Fino a quando non arriveranno risposte concrete, i presidi rimarranno attivi e coordinati nelle tre regioni.

La protesta del 19 ottobre sottolinea una criticità economica percepita come urgente da parte degli autotrasportatori del Mezzogiorno: il valore simbolico del presidio sul lungomare di Bari mira a trasformare il disagio di settore in un’istanza istituzionale da discutere e, auspicabilmente, risolvere tramite misure concrete.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Bari adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
PM10 41 · NO₂ 4 µg/m³