Bari continua a pulsare di vita notturna, ma le melodie che riempiono le strade non sono più originali: i tribute band hanno conquistato i locali più famosi, dal litorale ai pub di Carrassi. Questo modello di musica clonica garantisce un flusso costante di spettatori, riducendo il rischio di sperimentazione, ma allo stesso tempo crea una scena omogenea e poco propensa all’innovazione.
Parallelamente, la città deve far fronte a un emergenza abitativa che colpisce soprattutto gli studenti. Con solo milleottocento posti letto pubblici disponibili per due atenei e migliaia di fuorisede, la pressione sul mercato degli affitti è alle stelle. Nel frattempo, il Comune, sotto la guida del sindaco Vito Leccese, sta per approvare il nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), che promette una radicale trasformazione del Municipio 3.
Il business delle tribute band
Il giornalista Giorgio Puzzovio descrive il fenomeno come una vera e propria industria della riproduzione musicale. I gruppi, spesso composti da giovani musicisti locali, guadagnano cifre notevoli grazie a serate programmate con il cartello “tutto esaurito”. I proprietari dei locali apprezzano la sicurezza di un pubblico già predisposto ad ascoltare brani famosi, riducendo i costi di promozione. Tuttavia, la mancanza di originalità rischia di impoverire la cultura viva della città, trasformando le serate in eventi prevedibili.
Emergenza degli alloggi universitari
La mappa delle residenze gestite dall’Adisu mostra una rete fragile, capace di accogliere soltanto poco più di 1.800 studenti. Nico Andrisani, responsabile della ricettività universitaria, evidenzia che la carenza di alloggi sta spingendo i giovani a ricorrere a contratti di affitto precari e a spese insostenibili. L’attesa per i nuovi cantieri promessi tra il Campus e le aree periferiche sembra infinita, e la pressione si avverte soprattutto nei quartieri di San Paolo e Stanic, dove la domanda supera di gran lunga l’offerta.
Il caso del bracciante Giuseppe Petramala a Putignano
Il tragico evento di Putignano ha riacceso i riflettori sul lavoro nero. Giuseppe Petramala, bracciante agricolo, è morto dopo una caduta dalle scale, secondo il datore di lavoro. La Procura di Bari, guidata da Marco Giuliani, ha aperto un’indagine per valutare se si tratti di un semplice incidente o di un omicidio volontario. La vicenda richiama il caso Vannini, sottolineando quanto il confine tra omissione e dolo possa essere sottile quando i lavoratori sono impiegati senza regolarità.
Il mistero di Pasquina Stramaglia, 1979
Nel mese di maggio 1979, nella zona di Japigia, la piccola Pasquina Stramaglia scomparve all’età di quattro anni. Dopo cinquant’anni di silenzio, la giornalista Diletta Riccelli ha riportato nuovi dettagli che rimodellano la percezione del caso, suggerendo piste finora non considerate. Il mistero, seppur avvolto da ombre, continua a rappresentare una ferita aperta nel tessuto della memoria collettiva della città.
Il nuovo piano urbanistico per il Municipio 3
Il Municipio 3, che comprende aree come San Paolo, Stanic e San Girolamo, è al centro del PUG in fase di definizione. Il documento prevede una riduzione della cementificazione, la valorizzazione del lungomare, e la creazione di zone residenziali sia per anziani che per studenti. Nico Andrisani sottolinea che il piano mira a regolare la crescita demografica, attenuando la pressione sugli alloggi e migliorando la mobilità sostenibile. Parallelamente, a Palese, il Municipio 5 ha avviato un percorso di consultazione guidato dalla vicesindaca Giovanna Iacovone e dal direttore urbanista Pompeo Colacicco, dimostrando che la trasformazione urbanistica è una sfida condivisa in tutta la città.



