L’attività ispettiva condotta nel Barese da carabinieri e dal Nucleo ispettorato del lavoro ha portato alla luce serie carenze in due aziende agricole della provincia, situate tra Putignano e Conversano. L’operazione rientra in una più ampia azione contro il caporalato e contro le pratiche che espongono i lavoratori a rischi evitabili: durante le verifiche sono emerse irregolarità sia sul fronte documentale sia su quello della sicurezza.
Risultati generali dei controlli
Le ispezioni hanno rilevato situazioni differenti ma ugualmente preoccupanti: in una realtà è stato individuato un lavoratore irregolare, mentre nell’altra sono emerse carenze sistematiche in materia di sicurezza sul lavoro. Per lavoratore irregolare si intende una persona impiegata senza la necessaria posizione contrattuale e contributiva; tale condizione espone il dipendente a diritti negati e l’azienda a conseguenze penali e amministrative. I controlli hanno quindi messo in evidenza sia il possibile utilizzo di manodopera non regolarizzata sia omissioni negli obblighi di prevenzione e tutela della salute.
Il caso di Putignano
Nell’azienda agricola ispezionata a Putignano, attiva nel settore ortofrutticolo, gli investigatori hanno riscontrato la presenza di almeno un lavoratore senza regolare contratto. Questa scoperta ha fatto scattare la segnalazione per verifiche sui rapporti di lavoro e sulle posizioni contributive. In tali circostanze, oltre alle sanzioni amministrative, può configurarsi la responsabilità penale se emergono forme di sfruttamento o false dichiarazioni, poiché il mancato inquadramento comporta l’elusione di obblighi previdenziali e di tutela.
La situazione a Conversano
Più gravi risultano le anomalie riscontrate nell’azienda di Conversano, dove gli ispettori hanno trovato che undici dipendenti non erano stati sottoposti alle previste visite mediche e che, su un totale di 49 lavoratori presenti, nessuno era fornito di dispositivi di protezione individuale né aveva ricevuto la necessaria formazione in materia di salute e sicurezza. Le visite mediche rappresentano un obbligo legislativo finalizzato a valutare l’idoneità alla mansione e a prevenire rischi sanitari; la loro omissione espone sia i lavoratori sia il datore di lavoro a conseguenze rilevanti.
Denunce, sanzioni e iter procedurale
A conclusione degli accertamenti i titolari delle due imprese sono stati denunciati in stato di libertà per presunte violazioni degli obblighi del datore di lavoro e del dirigente. Sono state elevate sanzioni per complessivi oltre 53.400 euro, somma che riflette le diverse contestazioni amministrative legate a mancate visite e omissione di dispositivi e formazione. Va sottolineato che i procedimenti sono nella fase delle indagini preliminari: la responsabilità verrà eventualmente accertata nel corso del processo, nel confronto tra le parti e con le garanzie del contraddittorio.
Implicazioni per il settore agricolo e prospettive
Questi interventi evidenziano come il controllo combinato di forze dell’ordine e organi ispettivi sia uno strumento efficace per contrastare il caporalato e migliorare le condizioni di lavoro. Per le aziende del comparto agricolo la vicenda rappresenta un monito: rispettare gli obblighi di formazione, dotare i dipendenti di dispositivi di protezione individuale adeguati e garantire le visite mediche non sono solo obblighi normativi, ma fattori essenziali per la sicurezza e la sostenibilità dell’attività produttiva. Gli ispettori continueranno a monitorare il territorio, mentre le imprese sono invitate a mettere in atto misure correttive per adeguarsi alle normative vigenti.