Nel tardo pomeriggio di giovedì 23 luglio, il Parco Rossani di Bari è stato teatro di un atto di violenza inaudita. Giuditta, una studentessa di 26 anni iscritta alla triennale in Filosofia, è stata aggredita mentre si trovava nei pressi dei bagni pubblici. L’accaduto ha scosso la comunità e sollevato interrogativi sulla sicurezza nei luoghi di aggregazione.
L’aggressione e le conseguenze fisiche
Giuditta ha riportato gravi lesioni, tra cui una frattura scomposta del setto nasale e l’infrazione della parete dell’orbita oculare con una prognosi di 40 giorni. La giovane è stata soccorsa dal 118 e trasportata al Policlinico di Bari, dove è stata dimessa in giornata. Le sue condizioni fisiche sono gravi, ma è determinata a denunciare l’accaduto.
Il racconto della vittima
In un video diventato virale, Giuditta ha ricostruito l’accaduto con dettagli agghiaccianti. «Ero nel parco Rossani, volevo usare il bagno pubblico e sono stata accerchiata e gettata a terra da due adulti» ha raccontato. Secondo la sua versione, è stata poi picchiata con calci in faccia da un gruppo di dieci ragazzini tra gli 8 e i 14 anni, insieme ai due adulti, genitori di uno di loro. La giovane ha parlato anche dell’indifferenza di chi si trovava sul posto, mentre lei stessa doveva chiedere aiuto: «Mentre ero grondante di sangue con la faccia riversa a terra», ha raccontato, c’era «una platea di gente che guardava mentre prendevo calci in faccia da adulti e ragazzini».
Le indagini e le reazioni istituzionali
Le indagini, affidate alla polizia locale, hanno già portato all’identificazione dei presunti responsabili. Tra questi, vi sarebbe anche un’addetta ai servizi di pulizia e custodia dell’impianto affidato in gestione dal Comune a una società esterna. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha incontrato la ragazza e i genitori nell’abitazione di famiglia a Toritto, insieme all’assessora Carla Palone. Leccese ha definito l’episodio «gravissimo» proprio perché avvenuto in un luogo destinato a giovani e studenti.
La risposta del Comune
Il sindaco ha annunciato «provvedimenti immediati nei confronti di chi si è reso protagonista di un comportamento grave e inaccettabile», oltre a «l’impegno dell’amministrazione comunale a seguire l’indagine e a costituirsi parte civile». Leccese ha anche avuto un confronto con la polizia locale per «attivare presidi sui luoghi di aggregazione», pur avvertendo che la sola presenza delle forze dell’ordine non basta: «Pensare che tutto si risolva con la presenza delle forze dell’ordine non è la strada che ci porta verso un futuro di una comunità che può vivere serenamente le proprie piazze».
L’episodio ha sollevato interrogativi sulla sicurezza nei luoghi pubblici e sulla necessità di un maggiore controllo e prevenzione. La comunità di Bari è in attesa di risposte e giustizia per Giuditta, mentre le indagini continuano per fare piena luce sui fatti.



