Il martedì 22 settembre 2026 alle ore 10.00, Coldiretti Puglia ha diffuso un comunicato in cui denuncia una crescita vertiginosa dei costi di acqua ed energia per il comparto agricolo della regione. Confrontando i dati forniti da Confartigianato sui costi familiari e quelli di Unioncamere Puglia sul settore primario, l’organizzazione ha evidenziato una divergenza preoccupante tra l’aumento dei prezzi al consumo e la remunerazione reale degli agricoltori.
Crescita dei costi di acqua ed energia tra il e il 2026
Negli ultimi cinque anni la spesa per utenze e servizi legati a acqua ed energia è salita del 43% corrispondente a un aggravio superiore a 50 milioni di euro per l’intero comparto agricolo pugliese. Tale incremento supera di gran lunga la crescita del fatturato delle imprese del settore, creando una pressione finanziaria che si traduce in margini più stretti e in una minore capacità di investimento. L’aumento si è verificato in un contesto in cui l’energia è un elemento imprescindibile per l’irrigazione, la refrigerazione e la lavorazione dei prodotti.
Riflessi sui conti delle famiglie e delle aziende agricole
Parallelamente, il rincaro di elettricità, gas e altri combustibili impone alle famiglie pugliesi una spesa aggiuntiva stimata in 95 milioni di euro. La doppia pressione, su consumatori e produttori, rischia di alimentare una spirale di cari spesa senza tradursi in un incremento proporzionale dei ricavi per chi coltiva la terra.
Consumi energetici e carburanti
Il settore agricolo della Puglia consuma annualmente circa 0,15 Mtep di energia, prevalentemente sotto forma di gasolio per la meccanizzazione. In termini volumetrici, ciò equivale a 80–140 milioni di litri di gasolio all’anno, costi che gravano su ogni fase della produzione, dalla preparazione del terreno alla raccolta e al trasporto. L’aumento dei prezzi dei carburanti incide direttamente sui costi operativi, riducendo la competitività delle aziende agricole.
Prezzi dei fertilizzanti in rialzo
Una ulteriore fonte di pressione proviene dagli agricoli fornitori di fertilizzanti. L’urea ha visto il suo prezzo passare da 45 a 70 euro al quintale, registrando un balzo del 56%. Anche i concimi fosfatici e il fosfato bioammonico sono aumentati da circa 70 a oltre 100 euro al quintale, con un incremento superiore al 43%. Sui costi di rame e zolfo si è aggiunto un rialzo di oltre 30% con previsioni di ulteriori incrementi.
Misure di sostegno pubblico e prospettive per il settore
Per contrastare l’impennata dei prezzi dei fertilizzanti, il Governo ha destinato più di 136 milioni di euro a un programma di aiuti che copre il 50% dell’aumento dei costi per le colture più colpite. Nonostante questo intervento, Coldiretti Puglia avverte che la pressione sui costi di produzione potrebbe continuare a crescere, compromettendo la capacità di investimento, innovazione e programmazione delle imprese agricole.
Per garantire una distribuzione più equa del valore lungo la filiera è necessario intervenire sui costi di produzione e assicurare che gli aumenti non ricadano esclusivamente sui soggetti più vulnerabili della catena alimentare.



