La decisione è ufficiale: la discarica di San Procopio, in località Barletta, potrà accogliere ulteriori 563.000 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi. La determina dirigenziale, emanata dalla Provincia Bat il 31 luglio, ha scatenato un’ondata di reazioni contrastanti tra la popolazione locale e le istituzioni.
Il Comitato No Discarica ha espresso forte preoccupazione, sottolineando come i provvedimenti amministrativi di tale portata vengano spesso comunicati in periodi di ferie, quando la popolazione è meno attenta. “Chissà perché i provvedimenti importanti che riguardano il futuro di un territorio vengono fatti a ridosso delle ferie con la gente ormai in vacanza”, ha commentato il comitato.
Le reazioni delle istituzioni locali
Nonostante l’entità della decisione, la maggioranza di centrodestra del Consiglio Comunale di Barletta sembra restia a sollevare questioni pubbliche. Il Presidente del Consiglio Comunale, Marcello Lanotte, è stato criticato per la sua assenza di intervento, impegnato com’è in altre attività politiche. Anche la consigliera Stella Mele è rimasta in silenzio, concentrata su obiettivi personali come l’intitolazione di una strada.
Le anomalie procedurali
La vicenda non è ancora chiusa. Sono emerse infatti alcune anomalie procedurali durante la conferenza di servizi, tra cui il parere negativo dell’ARPA mai ratificato e la partecipazione dell’Ager l’agenzia regionale per la gestione dei rifiuti, che ha espresso un parere favorevole. Queste incongruenze potrebbero costituire un solido fondamento per un ricorso al TAR.
Il ricorso al TAR e l’impegno del sindaco Cannito
Il sindaco Cannito ha preso un impegno pubblico: esplorare tutte le vie legali per contrastare la decisione. “C’è ancora la possibilità di fare ricorso al TAR”, ha dichiarato, rassicurando i movimenti e le associazioni che da anni si battono contro il progetto. La comunità di San Procopio attende ora con ansia i prossimi sviluppi, sperando che le istanze ambientali e sanitarie vengano finalmente prese in considerazione.



