Dieci giorni dopo l’aggressione subita al Parco Rossani di Bari la studentessa di filosofia Giuditta D’Elia torna a denunciare un altro episodio di violenza nello stesso spazio verde. La 26enne, originaria di Toritto ha raccontato attraverso un video pubblicato sui suoi social di essere stata avvicinata e accerchiata da due ragazzi in monopattino.
L’episodio del 23 luglio e le conseguenze
Il 23 luglio scorso, Giuditta D’Elia era stata brutalmente aggredita nei bagni pubblici del Parco Rossani. L’episodio aveva suscitato grande scalpore e aveva portato il Comune di Bari guidato dal sindaco Vito Leccese a costituirsi parte civile nel processo. L’addetta alle pulizie dei bagni, sospesa dal servizio su richiesta del Comune, e un’altra persona sono state indagate dalla Procura dei minorenni.
Le indagini hanno rivelato che l’aggressione era stata scatenata da un futile motivo: Giuditta aveva allontanato una bambina di circa 10 anni che la stava bagnando con una pistola ad acqua. La reazione dell’addetta ai bagni e del suo compagno era stata violenta, con calci e pugni che avevano causato alla studentessa traumi guaribili in 40 giorni.
La nuova aggressione e le dichiarazioni di Giuditta
Nella nuova aggressione, i due ragazzi in monopattino avrebbero filmato Giuditta rivolgendole accuse. La studentessa ha chiesto ai suoi contatti social di inviarle eventuali video girati durante l’episodio, affermando: “Attendo i video che avete girato di me – ha detto – mentre mi accerchiavate in monopattino rivolgendomi accuse contro le quali grazie a Dio vi sono i materiali di videosorveglianza“.
I due aggressori le avrebbero urlato frasi come “abbiamo visto tutto, te lo meriti, i bambini non si picchiano” e “abbiamo visto tutto, te lo meriti, i bambini non si picchiano“. Giuditta ha ribadito che non aveva nemmeno sfiorato la bambina e che i due avevano tentato di ucciderla dopo il suo tentativo di prendere la pistola ad acqua.
“Che modi sono? Che mondi sono questi? Accerchiarmi mentre cerco di entrare nel luogo dell’aggressione come sfida personale? Riprendermi mentre mi urlate contro?” ha scritto la studentessa, aggiungendo: “Io non ho paura e mai l’avrò. Sono viva per miracolo, un miracolo che si chiama forza di riprendersi il cellulare e chiamare il 112“.
Le indagini e il supporto delle istituzioni
Le immagini delle telecamere di sorveglianza del parco sono state acquisite dagli inquirenti e hanno permesso di identificare quattro persone coinvolte nell’aggressione del 23 luglio: due adulti, tra cui l’addetta ai bagni e il suo compagno, e due minorenni. Tutti rispondono di concorso in lesioni aggravate.
Il sindaco Vito Leccese ha espresso vicinanza alla studentessa, sottolineando l’importanza di affrontare la situazione con coraggio: “Con il sentimento della paura non si va da nessuna parte“. Leccese ha anche incontrato Giuditta nei giorni successivi all’aggressione, mostrando dispiacere per la violenza subita.
La studentessa, trasportata al Policlinico di Bari dopo l’aggressione, è stata medicata e dimessa con una prognosi di 40 giorni per le numerose lesioni riportate, tra cui diverse fratture al volto. Le indagini continuano, con la speranza che la giustizia faccia il suo corso.



