La terza domenica di ottobre è appuntamento fisso per la cittadina pugliese di Bitonto, che accoglie con grande solennità la Festa dei Santi Medici. Il rito inizia nelle prime ore del mattino, quando la basilica-santuario apre le porte alle 5:00 per ricevere una moltitudine di devoti provenienti da villaggi limitrofi e da diverse regioni del Mezzogiorno.
Tra le strade ancora avvolte dal silenzio notturno, i pellegrinaggi a piedi si trasformano in una testimonianza di fede condivisa. Gruppi provenienti da Palombaio, Marino, Palo del Colle, Giovinazzo, Molfetta e Terlizzi si avviano verso Bitonto, alcuni con ceri votivi accessi, altri con lo sguardo rivolto alle proprie intenzioni spirituali. L’arrivo all’alba, avvolti dal freddo, è celebrato con tre messe consecutive (5:30, 6:30 e 7:30), evento che crea un’atmosfera di comunione e di attesa.
Il percorso dell’Intorciata: tappe e simboli
Alle 8:00, subito dopo le celebrazioni mattutine, la famosa Intorciata prende il via da piazza XXVI Maggio 1734. Le statue di Cosma e Damiano, custodite nel santuario, vengono portate in una processione che attraversa le vie più significative del centro storico. Il corteo avanza per via Mazzini, via Matteotti e via de Ildaris, per poi volgere la sinistra in vico Maiullari, dove si effettua una breve sosta di fronte alla chiesa di San Giorgio.
Tappe ufficiali del percorso
Dopo San Giorgio, le immagini sacrali proseguono verso largo Caldarola e via Magenta, giungendo infine in piazza Caduti del Terrorismo. Da lì, la processione entra nel cuore antico di Bitonto attraverso via Porta Robustina, passa per piazza Cattedrale e segue via G. D. Rogadeo fino a piazza Cavour. Il pomeriggio vede il corteo attraversare Porta Baresana, corso Vittorio Emanuele II, via Verdi e via Repubblica Italiana, per tornare infine, con l’avvicinarsi del crepuscolo, nella piazza XXVI Maggio 1734, intorno alle 19:30.
Ogni tappa è accompagnata da canti, preghiere e applausi, ma anche da momenti di riflessione personale: molti fedeli lasciano offerte o accendono candele, trasformando la strada in un vero e proprio tempio vivente. Il percorso, lungo oltre 4 km, si snoda tra monumenti storici, testimonianze architettoniche e spazi pubblici, rendendo la torcia della fede una luce che illumina la città intera.
Programma completo delle celebrazioni e iniziative collaterali
Oltre alla processione, la giornata è costellata da numerose celebrazioni liturgiche. Dopo le messe mattutine, gli orari continuano con celebrazioni alle 9:00, 10:00, 11:30, 17:30 e 18:30. L’evento culmina alle 19:30 con la concelebrazione eucaristica presieduta da monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto, alla presenza di numerosi esponenti ecclesiastici e civili.
Parallelamente al rito religioso, la fiera artigianale si allarga nella zona di via Lazzati, coinvolgendo via delle Nazioni e via P. Scoppio. Qui è possibile acquistare prodotti tipici, opere d’arte locale e souvenir, creando un ponte tra devozione e cultura popolare. L’iniziativa è sostenuta dal Circolo Fotografico Bitonto, che presenta la mostra “Testimoni d’amore”, una raccolta di venti fotografie che raccontano il legame tra i fedeli e i Santi Medici.
Il trasporto pubblico è stato temporaneamente modificato per facilitare l’afflusso: alcune linee dell’ASV Trasporti hanno introdotto fermate extra vicino al punto di partenza della processione, mentre le zone a traffico limitato sono state temporaneamente allentate per consentire il passaggio del corteo. I volontari della parrocchia di San Rocco a Palo del Colle hanno offerto una chiesa di accoglienza dalle 4:30 alle 7:00, garantendo un luogo di riposo e preghiera per i pellegrini in cammino.
La festa dei Santi Medici, radicata nella storia dalla prima attestazione del XV secolo, rappresenta ancora oggi il punto di aggregazione più intenso per la comunità di Bitonto e per le numerose realtà religiose del Sud Italia. La combinazione di tradizione antica, partecipazione popolare e attività culturali rende l’evento un fenomeno unico nel panorama delle celebrazioni religiose italiane.



