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Cinque sospetti di terrorismo rilasciati su cauzione e nuovo fermo italo-iraniano a Westminster

Scoperti nuovi collegamenti nella vicenda Fairford: cinque sospetti su cauzione e un ulteriore arresto di un italo‑iraniano a Westminster

Cinque sospetti di terrorismo rilasciati su cauzione e nuovo fermo italo-iraniano a Westminster

Nel weekend scorso le forze di sicurezza britanniche hanno intensificato le indagini su un possibile piano terroristico volto alla base aerea RAF Fairford usata anche dalle forze armate statunitensi. Gli eventi si sono concentrati su due filoni distinti: il rilascio su cauzione di cinque giovani arrestati vicino alla struttura militare e l’arresto a Westminster di un cittadino di 27 anni con doppia cittadinanza britannica-iraniana. Entrambe le operazioni sono state comunicate dal capo dell’antiterrorismo di Scotland Yard, Laurence Taylor che ha sottolineato la complessità dell’inchiesta.

Cinque giovani arrestati vicino alla base RAF Fairford rilasciati su cauzione

I cinque uomini, tutti residenti a Londra e di età compresa tra i 23 e i 25 anni, sono stati fermati la scorsa domenica nella periferia di Whelford nel Gloucestershire, mentre viaggiavano su tre veicoli bianchi contrassegnati da un logo di trasporto carburante poi negato dal proprietario. Inizialmente accusati di reati previsti dall’Explosives Act e successivamente di preparazione di un atto terroristico ai sensi dell’articolo 5 del Terrorism Act non è stato rinvenuto alcun ordigno attivo, ma è stata scoperta una notevole quantità di benzina.

Limitazioni imposte ai sospetti

Nonostante la liberazione su cauzione, Taylor ha precisato che «Ma i cinque non saranno liberi: dovranno rispettare stringenti limitazioni di azione e movimento». I giovani rimangono sotto inchiesta e sono soggetti a rigorosi controlli su spostamenti e contatti, mentre le autorità militari continuano a perquisire i veicoli con il supporto di esperti forensi. Il cordone di sicurezza intorno al sito è stato parzialmente ridotto per garantire il rientro dei residenti, ma rimangono “risorse significative” sul terreno.

Nuovo fermo di un cittadino britannico-iraniano a Westminster

Il 1° ottobre le forze di polizia antiterrorismo hanno annunciato l’arresto a Westminster di un uomo di 27 anni possedente la doppia cittadinanza britannica e iraniana, sospettato di aver preparato atti terroristici collegati al caso Fairford. Parallelamente, è stato interrogato un cittadino britannico di 26 anni, senza che quest’ultimo fosse formalmente arrestato. Sono state perquisite due abitazioni nella capitale, mentre il capo delle indagini, Laurence Taylor ha ricordato che «Questo non significa che l’indagine sia conclusa», aggiungendo che le autorità stanno valutando anche la possibilità di un coinvolgimento di stati stranieri o di motivi economici.

Reazioni politiche e diplomatiche

Le vicende hanno suscitato reazioni di alto profilo. L’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è mostrato “sorpreso” dal rilascio su cauzione dei cinque giovani, dichiarando: «Ne parleremo. Ho molto rispetto, tuttavia, per Scotland Yard. Penso che sappiano quello che fanno, ma sono rimasto un po’ sorpreso». Nel Regno Unito, il premier Andy Burnham ha convocato una riunione del Cobra unità di crisi del governo, per avere un quadro completo della situazione. Il ministro della Difesa Wes Streeting ha dichiarato in una conferenza a Liverpool che “l’Iran e i loro proxy desiderano farci del male”, ma ha evitato di collegare direttamente l’Iran ai fatti. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha inoltre affermato che si tratta di un caso con “un chiaro coinvolgimento di un attore straniero”. L’ambasciata iraniana a Londra ha respinto categoricamente ogni accusa, definendole “illazioni vergognose”.

Segnalazione della contadina di Whelford

La pista iniziale dell’indagine è scoppiata grazie a una telefonata nella notte tra sabato e domenica da parte di una contadina del villaggio di Whelford, che ha segnalato cinque individui mascherati su tre furgoni bianchi occupanti una strada locale. Le autorità hanno lodato il suo intervento, ma Streeting ha sottolineato che «la signora non sa tutto di questo caso», suggerendo che le forze di polizia potessero già monitorare i sospetti prima dell’intervento.

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