Un’inchiesta della Guardia di Finanza di Napoli ha scoperto un complesso sistema di corruzione e caporalato legato ai lavori di realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Napoli-Bari. Le autorità hanno messo in atto venti provvedimenti cautelari contro imprenditori, dirigenti e funzionari pubblici, denunciate pratiche che vanno dal pagamento di fatture per operazioni inesistenti all’impiego di manodopera irregolare.
Provvedimenti giudiziari e sequestri
Su indicazione del pubblico ministero Henry John Woodcock, il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo del profitto derivante dai reati di corruzione. Le indagini hanno portato alla notifica di 20 misure cautelari tra cui dieci arresti domiciliari, sette obblighi di dimora e cinque obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. In due casi è stata anche sospesa per un anno l’attività di pubblico servizio.
Arresti domiciliari e obblighi di dimora
Gli arresti domiciliari riguardano figure come Dante Salzillo, Raffaele Salzillo, Alessio De Luca e altri otto imputati, tutti sospettati di aver favorito determinate imprese nell’assegnazione e nella gestione delle commesse. Cinque soggetti hanno ricevuto, oltre all’obbligo di dimora, l’obbligo di presentarsi tre volte a settimana alla Polizia giudiziaria. Le misure sono state adottate per impedire la reiterazione dei reati e per preservare le prove.
Le tangenti nascoste: dal panettone alle auto di lusso
Tra le prove più eclatanti vi è la scoperta di denaro contante occultato in confezioni di prodotti natalizi. Durante un controllo di routine, gli investigatori hanno trovato nei box due sacchi contenenti rispettivamente 10 000 e 4 000 euro, nascosti tra panettoni e biscotti. Oltre a questi contanti, le indagini hanno portato alla luce regali di prestigio una Porsche Macan, orologi Cartier e Longines dal valore complessivo di quasi 20 000 euro, iPhone, cuffie Bluetooth, una barca con skipper e persino un trattore da 3 722 euro.
Denaro occulto nei regali natalizi
Un bonifico di 18 300 euro, parzialmente impiegato per l’acquisto di un appartamento a Roccaraso, è stato identificato come pagamento per un trattamento preferenziale nei pagamenti delle commesse. Altri importi – 5 000 euro, 2 008 euro, 4 474,50 euro – sono stati tracciati come tangenti versate a funzionari per ottenere informazioni riservate o per accelerare l’erogazione delle fatture.
Caporalato e condizioni di lavoro dei migranti
Parallelamente alle accuse di corruzione, l’inchiesta ha evidenziato un grave caso di caporalato nei cantieri della TAV. Nel cantiere di Grottaminarda sono stati identificati 34 lavoratori egiziani sottoposti a turni estenuanti, che arrivavano fino a 20 ore al giorno, con pause di poche ore. Le retribuzioni risultavano inferiori ai minimi contrattuali e le norme di sicurezza venivano sistematicamente ignorate.
Sfruttamento e violazioni delle norme di sicurezza
Le autorità hanno riscontrato irregolarità anche nella documentazione dei permessi di soggiorno e nella formazione sulla sicurezza. Alcuni operai lavoravano con attrezzature non conformi e senza adeguate misure di protezione, aumentando il rischio di infortuni. Inoltre, è emerso che alcuni materiali di scavo contenenti tracce di amianto sono stati smaltiti come rifiuti non pericolosi, violando le disposizioni ambientali.
Il risultato complessivo delle indagini dipinge un quadro di corruzione sistemica, dove denaro, oggetti di lusso e favori personali erano lo scambio per l’assegnazione di commesse, la fatturazione di lavori inesistenti e il mantenimento di condizioni di lavoro illegali. Le autorità continueranno a monitorare l’intera filiera, dalla stazione di appalto – Rete Ferroviaria Italiana – fino ai subappaltatori coinvolti, per garantire che la linea Napoli-Bari possa proseguire senza ulteriori illeciti.



