«Ma i denti del giudizio vanno tolti per forza?» è una domanda che arriva spesso negli studi odontoiatrici. Il tema interessa in particolare ragazzi e famiglie perché i terzi molari compaiono generalmente tra i 17 e 25 anni, un arco d’età associato alla crescita e alla maturazione. In questo pezzo spieghiamo, con un linguaggio accessibile, quando mantenere questi denti è possibile e quando invece è consigliabile procedere all’estrazione.
Le osservazioni riportate qui si basano sulle prassi cliniche condivise dagli specialisti e sui consigli di professionisti come la dott.ssa Stefania Suriano e il dott. Alberto Staffieri. Una valutazione tempestiva e una semplice radiografia possono fare la differenza per evitare complicazioni più serie in seguito.
I motivi biologici e l’origine del termine
Il nome popolare “denti del giudizio” deriva dal fatto che i terzi molari emergono tipicamente tra i 17 e 25 anni, l’età in cui si presume arrivi il giudizio. Evolutivamente questi denti erano utili ai nostri antenati per masticare alimenti duri. Oggi, con diete più morbide, la mandibola umana tende a essere più piccola e questo porta spesso a una discrepanza fra lo spazio disponibile e la dimensione dei denti.
I quattro scenari possibili alla comparsa dei terzi molari
Quando un dente del giudizio si forma e cerca di erompere, la situazione clinica può seguire quattro percorsi distinti, ciascuno con implicazioni diverse per la salute orale.
Inclusione totale
In questo caso il dente rimane completamente sotto la gengiva o inglobato nell’osso. Spesso è asintomatico ma non è innocuo: necessita di monitoraggio periodico perché, sebbene possa rimanere stabile, talvolta evolve creando problemi. Una radiografia di controllo è lo strumento utile per valutare la posizione e l’eventuale evoluzione.
Inclusione parziale
Quando il dente emerge solo in parte si forma una tasca gengivale che trattiene residui di cibo e batteri. Questa condizione è particolarmente infida perché la zona è difficile da pulire con normali manovre di igiene domiciliare e può portare a infezioni ricorrenti.
Malposizione
Se il terzo molare cresce inclinato o devia dal suo asse può spingere contro il molare vicino, causando dolore, usura e aumentando il rischio di carie sul dente adiacente. In questi scenari spesso l’estrazione diventa l’opzione preferibile per proteggere i denti vicini.
Eruzione corretta
Nei casi migliori il dente ha spazio a sufficienza, erompe dritto e partecipa alla funzione masticatoria. Se il dente è sano e facilmente raggiungibile con lo spazzolino, non è necessario rimuoverlo.
Quando è consigliabile intervenire: indicatori clinici chiari
Non esiste una regola che imponga l’estrazione automatica. Tuttavia, ci sono situazioni cliniche in cui l’intervento è raccomandato per prevenire complicazioni maggiori. Questi indicatori sono stati spesso discussi con professionisti come la dott.ssa Stefania Suriano e il dott. Alberto Staffieri durante valutazioni in età giovanile.
Le ragioni principali per procedere all’estrazione includono infezioni ricorrenti come la pericoronite, che si manifesta con gengive gonfie e dolore e può ostacolare l’apertura della bocca; carie distruttive sul dente stesso o sul molare adiacente dovute all’impossibilità di pulire bene; la presenza di cisti o danni all’osso circostante in caso di inclusione; e infine considerazioni di tipo ortodontico quando lo spazio dei terzi molari ostacola il riallineamento dentale.
Un consiglio pratico rivolto ai giovani e alle loro famiglie è di non aspettare il dolore. Se il dente del giudizio è già sintomatico spesso significa che si è sviluppata un’infezione o che il dente vicino è già compromesso. Una panoramica radiografica intorno ai 16-18 anni permette di prevedere la traiettoria di crescita e di intervenire, se necessario, quando le radici sono ancora immature e l’osso è più elastico: questo rende l’intervento più semplice e il recupero post-operatorio meno impegnativo.
Oggi le tecniche chirurgiche e anestetiche sono sempre più minimamente invasive e la paura legata al cosiddetto “famoso” dente del giudizio è meno giustificata rispetto al passato. Prendersi cura del proprio sorriso significa anche svolgere controlli preventivi e valutazioni radiografiche nei tempi raccomandati.
Articolo aggiornato il 26 Giugno 2026 alle ore 07:00.



