26 Settembre 2026 🌤 21°

Mappa degli incendi in Puglia oggi

Dove sta bruciando in Puglia, adesso. Ogni cerchio sulla mappa è un focolaio rilevato nelle ultime 24 ore dai satelliti della NASA: la dimensione cresce con l’intensità delle fiamme, il colore ne riassume la gravità. Sotto trovi l’elenco con il comune, la provincia e la distanza da Bari, e — dove l’abbiamo scritta — la notizia corrispondente.

Nell’ultimo anno i satelliti hanno rilevato 147 focolai di intensità significativa in Puglia, il 18.0% del totale nazionale. Il mese peggiore è stato giugno, con 52 focolai. La distribuzione non è uniforme: la provincia più colpita è quella di Foggia, seguita da Lecce (43), Taranto (18).

L’episodio più intenso è stato misurato il 5 agosto 2026 nella zona di Rignano Garganico (FG), con una potenza radiativa di circa 941 megawatt: per dare una scala, la soglia sotto la quale consideriamo una rilevazione rumore agricolo è 50.

Incendi in Puglia

In aggiornamento costante ultimo passaggio satellitare: 05:25 (ora italiana)

0 focolai rilevati

AbruzzoBasilicataCalabriaCampaniaEmilia-RomagnaFriuli-Venezia GiuliaLazioLiguriaLombardiaMarcheMolisePiemontePugliaSardegnaSiciliaToscanaTrentino-Alto AdigeUmbriaValle d'AostaVeneto

Da inizio 2026 sono bruciati 86.262 ettari in Puglia, in 291 incendi mappati da satellite. Sono i perimetri rilevati da Sentinel-2: contano gli incendi grandi, non ogni fuoco.

Nessun focolaio rilevato dai satelliti nelle ultime 24 ore.

11 rilevazioni minori non mostrate (probabili bruciature agricole)

La mappa mostra anomalie termiche rilevate dai satelliti, non un elenco ufficiale di incendi in corso: non esiste un feed pubblico in tempo reale degli interventi di Vigili del Fuoco e squadre antincendio. I satelliti passano 6-8 volte al giorno e le nubi possono nascondere un incendio; viceversa, un fuoco controllato può essere rilevato.

Dati: NASA FIRMS (VIIRS/MODIS) per i focolai; EFFIS/Copernicus per le aree bruciate, CC BY 4.0. Confini amministrativi: Natural Earth (pubblico dominio).

Quanto escono i Vigili del Fuoco

Nel 2024 — ultimo anno con dati completi — i Vigili del Fuoco sono intervenuti 14.588 volte per incendio di vegetazione in Puglia. Il mese peggiore è luglio, e fra giugno e agosto si concentra il 72% degli interventi dell'anno.

Nel 2019 erano stati 12.447: +17% in sei anni.

Dati: Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, open data, licenza CC BY 4.0. La serie è completa fino al 2024; gli anni successivi risultano caricati solo in parte e non sono confrontabili, per questo non li usiamo.

Come leggere questa mappa

I dati vengono riletti ogni quindici minuti, ma la cadenza vera la danno i satelliti: passano sull’Italia sei-otto volte al giorno. Accanto al titolo trovi sempre l’ora dell’ultimo passaggio satellitare, che è il momento a cui si riferisce quello che vedi.

Non è un registro ufficiale: in Italia non esiste un flusso pubblico in tempo reale degli interventi dei Vigili del Fuoco. Se avvisti un incendio chiama il 115, o il 1515 per gli incendi boschivi; allontanati nella direzione opposta al vento e mai verso l’alto, perché il fuoco risale i pendii più in fretta di quanto una persona possa correre.

Domande frequenti sugli incendi in Italia

Come vengono rilevati gli incendi su questa mappa?

I focolai sono anomalie termiche misurate dai satelliti della NASA: i sensori VIIRS (risoluzione 375 metri) a bordo di Suomi-NPP, NOAA-20 e NOAA-21, e il sensore MODIS (1 chilometro). Ogni passaggio satellitare misura la potenza radiativa del fuoco in megawatt, che è ciò che determina la dimensione del cerchio sulla mappa.

Ogni quanto si aggiorna la mappa?

I dati vengono riletti ogni 15 minuti, ma la vera cadenza la danno i satelliti: passano sull'Italia 6-8 volte al giorno, e il dato è disponibile entro circa un'ora dal passaggio. Per questo accanto al titolo trovi sempre l'ora dell'ultimo passaggio satellitare: fra un passaggio e il successivo possono trascorrere diverse ore, soprattutto a metà mattina.

Perché un incendio di cui ho notizia non compare sulla mappa?

Può succedere per tre motivi. Il satellite non è ancora ripassato su quell'area. Le nuvole o il fumo denso hanno coperto il fuoco al momento del passaggio. Oppure l'incendio è troppo piccolo o troppo poco intenso per superare la soglia con cui filtriamo le rilevazioni: mostriamo solo i focolai sopra una certa potenza, perché sotto quella soglia il satellite vede soprattutto bruciature agricole e sterpaglie.

La mappa mostra tutti gli incendi rilevati dal satellite?

No, e volutamente. Escludiamo le sorgenti di calore permanenti — raffinerie, acciaierie, impianti con fiaccole, e i crateri di Etna e Stromboli — che il satellite vede accese tutto l'anno e che non sono incendi. Escludiamo anche le rilevazioni di intensità minima, quasi sempre bruciature agricole. Sotto la mappa trovi sempre il conteggio di quante rilevazioni sono state escluse.

I dati vengono dai Vigili del Fuoco?

No. Non esiste un flusso pubblico in tempo reale degli interventi dei Vigili del Fuoco o delle squadre antincendio boschivo: quello che questa mappa mostra sono rilevazioni satellitari, non un registro ufficiale di incendi in corso. Per le emergenze il riferimento resta il 115 dei Vigili del Fuoco e il 1515 del Corpo forestale.

Cosa significano i colori e la dimensione dei cerchi?

La dimensione cresce con la potenza radiativa complessiva del focolaio, su scala logaritmica: un cerchio doppio non è un incendio doppio, ma di un ordine di grandezza superiore. Il colore riassume la stessa misura in tre livelli: giallo per intensità moderata, arancione per intensità alta, rosso per intensità molto alta.