La Rete Colibrì costituita da 11 biblioteche di quartiere disseminate sul territorio di Bari, è nata grazie a finanziamenti europei destinati a rafforzare l’offerta culturale nelle aree più vulnerabili. Dopo tre anni di gestione, la rete si è trovata di fronte a una brusca interruzione dei fondi, generando timori di chiusura tra i dirigenti e i cittadini. In questo contesto, l’assessora alle Culture del Comune di Bari, Paola Romano ha dovuto trovare una soluzione rapida per mantenere aperti gli spazi dove “un buon libro può migliorare la vita”.
Intervento dell’assessora Paola Romano per salvare le biblioteche
Durante un incontro con i gestori delle 11 strutture, Romano ha comunicato che il Comune avrebbe attivato un affidamento ponte una misura temporanea volta a garantire la continuità dei servizi fino all’avvio del prossimo bando pluriennale. “Intervenuti dopo per il taglio sui fondi europei”, ha dichiarato l’assessora, aggiungendo: “Si poteva intervenire prima? Lo avremmo voluto”.
Il taglio di 20 milioni di euro sui fondi europei
Alcuni mesi fa, insieme alle altre città metropolitane, Bari ha subito una riduzione di 20 milioni di euro destinati ai finanziamenti dell’Unione Europea. “Non è stata una responsabilità dei Comuni, ma una scelta del governo nazionale, che ha deciso di investire in altro”, ha spiegato Romano, sottolineando che la decisione ha colpito direttamente le biblioteche e altri servizi essenziali.
Reazioni dei gestori: il caso della biblioteca di San Paolo
Tra i responsabili più critici vi è Ilenia Caito che ha espresso il proprio disappunto sui social: “Oggi è il mio ultimo giorno nella Lombardi, questa esperienza è stata una delle più significative della mia vita”. La chiusura della biblioteca di San Paolo, parte della Rete Colibrì, è stata la più recente, a seguito della scadenza dei tre anni di gestione.
Problemi di gestione e timori per il futuro
Caito ha evidenziato che “questo è quello che succede quando si affidano beni come le biblioteche e il Comune non istituzionalizza la gestione di queste risorse”. La mancanza di una struttura stabile rende le biblioteche dipendenti da finanziamenti incerti, con il rischio di interruzioni che penalizzano soprattutto i quartieri più difficili, dove la lettura può rappresentare un veicolo di distacco dalla criminalità organizzata.
Prospettive e prossimo passo
L’assessora Romano ha ribadito che, grazie a un recente accordo con il Ministero, è stata trovata una “soluzione per non bloccare tutto”. Ha inoltre sottolineato l’obiettivo di costruire una rete più ampia e duratura, integrando le biblioteche nazionali, regionali, metropolitane e universitarie. “Dopo questa fase di sperimentazione, è il momento della stabilità: siamo convinti che un luogo dove avvicinarsi a buon libro possa rendere la vita migliore”, ha concluso.



