La Guardia di Finanza ha eseguito recentemente un’operazione tra le province di Foggia e Bari che ha portato allo smantellamento di un’organizzazione criminale specializzata nel furto e nello smontaggio di autovetture. L’azione investigativa, coordinata dal Comando Provinciale di Foggia, ha determinato l’emissione di misure cautelari nei confronti di 13 persone; dieci indagati sono stati posti agli arresti domiciliari e altri hanno subito misure meno afflittive. Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2026.
Perché l’operazione è rilevante
L’indagine ha fatto emergere una filiera criminale integrata che collegava la fase esecutiva dei furti alla logistica e alla vendita dei pezzi, con evidenti ripercussioni per la sicurezza dei cittadini e per il mercato dei ricambi auto. Le accuse contestate includono associazione per delinquerefurto aggravato ricettazione e riciclaggio. Le attività illegali non solo hanno provocato danni diretti alle vittime dei furti, ma hanno anche favorito forme di autoriciclaggio attraverso acquisti di autovetture formalmente destinate a noleggio, impattando la concorrenza nel settore.
Divisione dei ruoli tra Bitonto e Cerignola
Le investigazioni hanno ricostruito la presenza di due gruppi distinti: uno con base a Bitonto, composto da quattro persone, e uno con base a Cerignola, composto da nove persone. Il gruppo bitontino eseguiva i furti usando la tecnica nota come spintarella ovvero la forzatura mediante veicoli di grossa cilindrata per sottrarre autovetture in pochi istanti; le vetture venivano poi trasportate in aree rurali isolate per essere smontate e cannibalizzate. Il gruppo cerignolano curava la logistica e la commercializzazione dei pezzi, stoccandoli in depositi e consegnandoli ad autodemolitori compiacenti per l’immissione sul mercato nero.
Riciclaggio e manovre economiche
Gli accertamenti hanno indicato che il promotore dell’associazione riciclava parte dei proventi illeciti mediante l’acquisto di nuove autovetture destinate formalmente a servizi di noleggio, un espediente volto a rendere meno evidente l’origine del denaro. L’operazione della Guardia di Finanza è stata presentata come un intervento mirato al contrasto del traffico illecito di autoveicoli e del riciclaggio, con l’obiettivo di interrompere la filiera che trasformava i furti in ricavi reinseriti nel circuito economico legale.



