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Pedalata nazionale per la donazione di organi: da Cremona a Lecce

Giampietro Mariotti attraversa l'Italia in bicicletta per sensibilizzare sulla donazione di organi: tappe, accoglienze locali e il messaggio di Aido per dire sì

Pedalata nazionale per la donazione di organi: da Cremona a Lecce

La mobilitazione parte dalle selle: Giampietro Mariotti ha scelto la bicicletta come strumento per raccontare l’importanza della donazione di organi. Partito da Cremona la domenica 17 maggio 2026, il tour attraversa la Penisola con l’obiettivo di stimolare una scelta consapevole a favore del sì alla donazione, ossia la volontà esplicita di donare organi, tessuti e cellule a beneficio di persone in lista d’attesa. La formula unisce fatica fisica e impegno civico, coinvolgendo volontari, referenti territoriali e gruppi sportivi locali.

L’itinerario è pensato per offrire visibilità ai temi della solidarietà: la pedalata punta a raggiungere Lecce il 27 maggio 2026, toccando città e comunità lungo la costa. In ogni tappa sono previsti momenti di incontro con amministrazioni comunali, associazioni e cittadini per spiegare i processi legati al trapianto e per raccogliere adesioni informate. A sostenere il percorso ci sono i volontari di Aido, i referenti locali e gruppi come la scuola di ciclismo Ballerini del quartiere San Paolo, che accompagneranno l’arrivo in alcune tappe.

Il percorso e le tappe principali

La carovana di biciclette segue un tragitto nazionale che mette in evidenza luoghi e comunità sensibili al tema della solidarietà. Oltre alla partenza da Cremona, una delle soste significative è stata programmata lungo la Costa dei Trabocchi, dove il paesaggio si fonde con l’accoglienza popolare. La scelta dei luoghi non è casuale: ogni segmento della pedalata diventa un’occasione per avviare dialoghi sul valore della donazione e per presentare informazioni pratiche su come esprimere la volontà di donare in vita o dopo la morte.

Tappa a Fossacesia

La sosta di Fossacesia ha un calendario definito: l’arrivo è previsto sul lungomare Nord, nell’area denominata “Spiaggia per tutti”, con un appuntamento pubblico fissato per le 17:30. Qui Aido e le realtà sportive locali, tra cui l’associazione intitolata ad Alessandro Fantini, accompagneranno il passaggio dei ciclisti. All’accoglienza parteciperanno rappresentanti istituzionali e dirigenti associativi che rafforzano l’intento informativo dell’iniziativa, trasformando la piazza in uno spazio per ascoltare, chiedere e capire cosa significhi realmente scegliere il sì alla donazione.

Il coinvolgimento delle comunità e delle istituzioni

Ogni tappa si costruisce attraverso la collaborazione tra volontari, amministrazioni comunali e associazioni sportive: a Fossacesia, per esempio, saranno presenti il sindaco Enrico Di Giuseppantonio, la presidente regionale Giuseppina Pasetti, il consigliere nazionale Nicola Alessandrini e il presidente del gruppo intercomunale Antonio Di Nunzio. Le autorità locali sottolineano come lo sport possa rappresentare un canale efficace per divulgare contenuti complessi, facilitando la diffusione di informazioni che spesso restano confinate ai circuiti specialistici.

Accoglienza a Bari e momenti pubblici

In Puglia la tappa di arrivo prevede un momento pubblico in cui verrà ribadito il messaggio centrale: dire sì significa offrire una possibilità di vita a chi attende un trapianto. L’arrivo a Bari sarà accompagnato dal gruppo della scuola di ciclismo Ballerini e culminerà in piazza Giulio Cesare, con un appuntamento previsto per le ore 17:00 in cui gli organizzatori inviteranno la cittadinanza a unirsi alla riflessione sul tema.

Perché la pedalata fa la differenza

La scelta di un percorso ciclistico risponde a più obiettivi: aumentare la visibilità del tema, coinvolgere fasce diverse della popolazione e promuovere un dialogo aperto su cos’è la donazione e come si traduce nella pratica quotidiana. Grazie al contributo di referenti territoriali e volontari, l’iniziativa mira a incrementare la disponibilità di donatori e a offrire speranza a chi è in lista d’attesa per un trapianto. Partecipare agli incontri o seguire le tappe significa contribuire a una cultura del dono più informata e consapevole, dove lo sport diventa il mezzo per raccontare storie di rigenerazione e solidarietà.

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