Ad Andria la mobilità internazionale dei giovani laureati è un fenomeno radicato: dalle ondate di emigrati diretti verso i cantieri e le fabbriche in passato, agli attuali spostamenti di ricercatori, ingegneri, informatici e professionisti. AlmaLaurea offre una mappa numerica che aiuta a capire come e perché molti neolaureati scelgono di costruire il proprio percorso professionale all’estero.
Dietro le valigie ci sono motivazioni concrete: ricerca di opportunità, stipendi più alti e ambienti di lavoro che premiano merito e specializzazione. Allo stesso tempo resta vivo il legame affettivo con la città d’origine, che si manifesta in ritorni temporanei durante l’estate e in contatti frequenti con familiari e amici.
Le rotte preferite e la geografia dei laureati all’estero
La maggior parte dei laureati italiani che lavorano fuori sceglie paesi europei. In cima alla classifica compaiono la Germania e la Svizzera seguite da SpagnaFranciaBelgioPaesi Bassi e Regno Unito. Questo orientamento geografico interessa anche i giovani di Andria che, negli ultimi anni, hanno trovato impiego in laboratori di ricerca tedeschi, in aziende informatiche olandesi o in strutture sanitarie svizzere.
Percentuali e settori più mobili
I dati analizzati riguardano una popolazione ampia: il rapporto si basa su oltre 335mila laureati per i percorsi e quasi 700mila per gli esiti occupazionali. Tra i percorsi con maggiore propensione all’estero spiccano informatica e tecnologie ICT i corsi scientifici e gli indirizzi di ingegneria industriale e dell’informazione, segnalando una domanda internazionale per competenze tecniche e digitali.
Retribuzioni a confronto: quanto pesa lo stipendio nella scelta
Uno dei fattori che più pesa nella decisione di trasferirsi è la differenza salariale. A cinque anni dal titolo, chi lavora all’estero percepisce in media circa 2.941 euro netti al mese, mentre chi resta in Italia si attesta intorno ai 1.840 euro. Questo divario evidenzia come, a parità di carriera e qualifiche, l’opportunità economica all’estero risulti spesso molto più attrattiva per i laureati.
La forbice è già evidente a breve termine: dopo un anno dalla laurea lo stipendio medio all’estero è di circa 2.290 euro contro i 1.452 euro medi in Italia. Tali differenze contribuiscono a spiegare perché tanti giovani scelgono di cercare lavoro oltre confine, specialmente in settori dove la mobilità internazionale è più facile.
Tipologie di offerta che attraggono
Oltre alla componente economica, molti laureati ricevono offerte dirette da aziende straniere o trovano maggiori possibilità di inserimento in progetti di ricerca. L’esperienza internazionale pregressa, come i periodi di studio o tirocinio all’estero, aumenta la propensione a trasferirsi, trasformando tali opportunità in scelte professionali consolidate.
Il legame con Andria: ritorni temporanei e identità sospesa
Nonostante le partenze, il rapporto con la propria città rimane intenso. Nei mesi estivi si nota un aumento dei rientri temporanei: voli prenotati, gruppi di comunicazione che si riattivano e case di famiglia che si riempiono. Questi ritorni mettono a confronto due dimensioni: da un lato la nazione che offre prospettive lavorative e condizioni salariali migliori, dall’altro la comunità di origine fatta di affetti, tradizioni e ricordi.
Per molti giovani il senso di appartenenza diventa misto si è cittadini di un mercato del lavoro internazionale ma al contempo si rimane legati alle radici locali. Questa condizione, fatta di nostalgia ma anche di speranza, si ripete ogni anno con il ciclo delle partenze e dei brevi ritorni.
La realtà di Andria è I numeri e le destinazioni raccontano solo una parte della storia; l’altra è nelle scelte quotidiane di chi decide di partire o di restare.



