11 Giugno 2026 ⛈ 21°

Vertenza Natuzzi: scioperi e trasferimenti all’estero preoccupano i sindacati

Lavoratori Natuzzi in sciopero per difendere i posti di lavoro. Scopri le ultime novità sulla vertenza e le richieste dei sindacati.

Vertenza Natuzzi: scioperi e trasferimenti all’estero preoccupano i sindacati

La situazione del gruppo Natuzzi è sempre più critica. I lavoratori degli stabilimenti in Puglia e Basilicata hanno indetto uno sciopero generale, con un’adesione del 100%per protestare contro il piano industriale che prevede il trasferimento di una parte della produzione in Romania.

La vertenza, che coinvolge circa 1800 dipendentiha visto un incontro cruciale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Romacon la partecipazione di rappresentanti sindacali, istituzioni e l’azienda. La preoccupazione principale riguarda la salvaguardia dell’occupazione e il mantenimento degli stabilimenti italiani.

Le richieste dei sindacati

Luigi Sideri, segretario della Filca Cisl Bariha espresso forte preoccupazione per la situazione illustrata dall’azienda. “I lavoratori hanno già affrontato anni di sacrifici e meritano risposte chiare, trasparenza e certezze sul proprio futuro”, ha dichiarato Sideri. Le principali richieste dei sindacati includono:

  • Tutela integrale dei livelli occupazionali
  • Difesa del perimetro industriale italiano
  • Recupero delle produzioni delocalizzate
  • Un piano industriale credibile che garantisca continuità produttiva e prospettive di sviluppo

“La priorità resta la salvaguardia dell’occupazione e del patrimonio industriale rappresentato da Natuzzi, realtà strategica per il nostro territorio e per l’intero comparto del mobile imbottito”, ha sottolineato Sideri.

Le dichiarazioni delle istituzioni

All’incontro ha partecipato anche Eugenio Di Sciascio, assessore regionale allo sviluppo economico. “Come Regione abbiamo chiesto con forza all’azienda un progetto credibile e sostenibile che guardi oltre la fase della Composizione Negoziata della Crisi e oltre i prossimi dodici mesi”, ha dichiarato Di Sciascio.

L’assessore ha evidenziato l’importanza di costruire una prospettiva industriale capace di garantire continuità produttiva, tutela dei lavoratori e competitività nel lungo periodo. “Il protocollo può diventare lo strumento attraverso cui tradurre questo obiettivo in impegni chiari e verificabili”, ha aggiunto Di Sciascio.

Il ruolo del Ministero

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha convocato un tavolo per il 24 giugno per discutere una proposta di protocollo che le istituzioni metteranno a disposizione delle parti. “I prossimi giorni saranno determinanti”, ha sottolineato Di Sciascio, auspicando che il lavoro svolto consenta di consolidare i punti di convergenza emersi e di presentare un’intesa che possa rappresentare il punto di svolta necessario per superare l’attuale fase di stallo.

La situazione degli stabilimenti

Secondo quanto emerso, l’azienda ha confermato la volontà di trasferire una parte della produzione in Romania per un processo di risanamento aziendale, dovuto al calo degli ordini. Questo comporta la fermata delle attività a Jesce 2 a Santeramo e un fermo temporaneo per Altamura-Graviscella e per l’altro stabilimento di Santeramo. A Matera e Laterza l’attività proseguirà.

I lavoratori, riuniti in presidio davanti alla sede del ministero a Roma, attendono con ansia notizie sulla vertenza che vede in ballo il loro futuro. La situazione è complessa e delicata, ma la determinazione dei sindacati e delle istituzioni a trovare una soluzione è evidente.

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