13 Giugno 2026 ☀ 21°

Natuzzi: protocollo in vista dopo l’avvio della procedura di composizione negoziata

Il 11 giugno al Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è tenuto un incontro sul futuro di Natuzzi: accesso alla procedura di composizione negoziata, mobilitazione dei lavoratori e ipotesi di delocalizzazione del 8% della produzione in Romania

Natuzzi: protocollo in vista dopo l’avvio della procedura di composizione negoziata

Il 11 giugno 2026 si è svolto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy un confronto formale sullo stato del gruppo Natuzzi. Durante la riunione l’azienda ha comunicato alle istituzioni e alle parti sociali l’avvio della procedura di composizione negoziata della crisistrumento che nei prossimi dodici mesi dovrà guidare il processo di risanamento con il supporto di un esperto indipendente e il monitoraggio ministeriale.

All’esterno del Ministero i lavoratori hanno effettuato un presidio e uno sciopero, manifestando preoccupazione per le misure annunciate dall’azienda. Il tavolo ha fissato un nuovo appuntamento al 24 giugno per definire un protocollo d’intesa che traduca in impegni concreti gli obiettivi discussi.

Dichiarazioni istituzionali e obiettivi della procedura

Il ministro delle Imprese, Adolfo Ursoha descritto l’incontro come un «Passo concreto per composizione negoziata crisi» e ha sottolineato la necessità di costruire rapidamente un’intesa condivisa tra tutte le parti. Urso ha ricordato che molte delle criticità «si trascinano da quasi vent’anni» e ha indicato come priorità il ripristino della sostenibilità economica e la tutela del presidio produttivo in Puglia e Basilicata. Il ministro ha inoltre annunciato l’impegno del Governo a lavorare per un protocollo da sottoscrivere nelle prossime settimane e ha invitato l’azienda a fare la propria parte.

Ruolo del Ministero e monitoraggio della procedura

La sottosegretaria con delega alle crisi d’impresa, Fausta Bergamottoha posto l’accento sull’importanza di fissare obiettivi chiari al termine della composizione negoziata: «è fondamentale conoscere l’obiettivo da raggiungere una volta completato il percorso della composizione negoziata per avere garanzie sulla continuità produttiva dell’azienda». Bergamotto ha proposto un percorso condiviso con un monitoraggio costante presso il Ministeroribadendo che gli impegni presi al tavolo governativo devono essere rispettati da tutti gli attori coinvolti.

Impegni temporali e funzione dell’esperto indipendente

La procedura deliberata prevede una durata massima di un annodurante il quale un esperto indipendente seguirà le fasi del processo e faciliterà il confronto tra azienda, sindacati e istituzioni. L’obiettivo formale è assicurare la continuità produttivaripristinare l’equilibrio economico-finanziario e creare condizioni per il rilancio competitivo del gruppo.

Decisioni aziendali comunicate al tavolo

Nel corso del confronto la direzione di Natuzzi ha illustrato alcune misure previste nel piano di riorganizzazione e di contenimento dei costi. Tra le azioni annunciate figura una temporanea delocalizzazione di alcune fasi produttive in Romaniastimata in circa l’8% della produzione complessiva. L’azienda ha inoltre confermato l’intenzione di mantenere operativi quattro dei cinque stabilimenti esistenti, prevedendo un percorso di efficientamento e razionalizzazione degli impianti.

In particolare è prevista la sospensione delle attività su Iesce 2 e il fermo temporaneo degli stabilimenti di Graviscella e PS Santeramo a partire dal secondo semestre del 2026. Queste scelte hanno alimentato la tensione sindacale e la mobilitazione dei lavoratori presenti al presidio ministeriale.

Reazioni dalla regione e richieste sindacali

L’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Eugenio Di Sciascioha richiesto all’azienda un progetto che vada oltre la fase della composizione negoziata e copra un orizzonte superiore ai prossimi dodici mesisintetizzando la posizione regionale con la frase «Costruire prospettiva industriale». Di Sciascio ha insistito sulla necessità di un piano credibile e sostenibile che garantisca continuità produttiva, tutela dei lavoratori e competitività nel lungo periodo. Le istituzioni stanno predisponendo una bozza di protocollo che sarà presentata alle parti in vista dell’incontro del 24 giugno.

I rappresentanti sindacali hanno espresso dubbi sulla mancanza di un piano industriale completo e hanno denunciato la gravità delle ipotesi di chiusura e dei trasferimenti produttivi. L’atmosfera, secondo i delegati, resta segnata da incertezze e da decisioni aziendali giudicate in parte unilaterali.

Il percorso avviato al Ministero rappresenta una fase cruciale per il futuro del gruppo e per i territori interessati. Con la nuova convocazione del 24 giugno le parti dovranno tradurre le linee di principio discusse in impegni misurabili e in scadenze operative, rispettando la logica della «necessaria intesa con impegni concreti e obiettivi condivisi» indicata al tavolo.

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