13 Giugno 2026 ☀ 25°

Proteste in più città: stop alle importazioni anomalie e tutela del made in Italy

Agricoltori e associazioni hanno occupato piazze e banchine portuali per denunciare importazioni a basso costo, miscelazioni di prodotti e pratiche commerciali che comprimono i prezzi; tra le richieste, più controlli nei porti, tracciabilità obbligatoria e una filiera certificata per la pasta 100% grano duro italiano

Proteste in più città: stop alle importazioni anomalie e tutela del made in Italy

Giorni di mobilitazione in diverse città italiane hanno portato in strada agricoltori, cooperative e associazioni per denunciare quella che definiscono un’erosione del valore del Made in Italy nel settore di grano e olio extravergine d’oliva. Nei punti di protesta sono comparsi banchetti con pacchi di pasta, spighe e bottiglie, e si sono levate richieste chiare: più controlli sui flussi in ingresso, trasparenza sull’origine e regole che impediscano vendite sotto costo.

Gli organizzatori hanno puntato il dito contro importazioni a basso prezzo provenienti da Paesi extra UE, pratiche commerciali che sfruttano la regola dell’ultima trasformazione e presunte miscelazioni spacciate per prodotti italiani. Sullo sfondo, la pressione dei costi di produzione — gasolio, fertilizzanti, imballaggi — che rende insostenibile per molte aziende vendere a prezzi che non coprono neppure i costi.

Presidi a Bari e richieste di controllo nei porti

A Bari, manifestanti hanno allestito un flash mob nei pressi del Varco Vittoria: bandiere verdi e bianche e ceste con prodotti tipici hanno accompagnato interventi che hanno sottolineato come molti camion in uscita dai moli trasportino grano estero proveniente da Paesi come Turchia, Kazakistan e Marocco. La denuncia principale è che, nella filiera industriale, l’origine della materia prima spesso non coincide con l’etichetta finale e che questa pratica comprime i prezzi a discapito dei produttori.

Tra le richieste avanzate dalla delegazione pugliese: maggiori ispezioni nei porti, applicazione rigorosa della legge sulle pratiche commerciali slealie misure di reciprocità negli scambi con Paesi terzi. È stata inoltre proposta una norma che istituisca la pasta fatta con 100% grano duro italiano da filiera certificata per l’impiego obbligatorio nelle mense pubbliche come scuole e ospedali.

Effetti sui produttori e slogan in piazza

I rappresentanti degli agricoltori hanno portato all’attenzione i rincari logistici ed energetici, ripetendo che offerte di acquisto del grano a cifre come 0,19 euro al chilo durante la trebbiatura rappresentano un’offesa per chi coltiva. In piazza è emersa anche la critica alle politiche industriali che privilegiano il prezzo più basso a scapito della sostenibilità economica e ambientale delle aziende agricole.

Proteste coordinate in almeno tredici capoluoghi contro le frodi sull’olio

In contemporanea, migliaia di produttori si sono radunati in altre città, tra cui capitali regionali e capoluoghi storici, per segnare la contrarietà alle pratiche che definiscono «speculazioni». Sul tavolo delle rivendicazioni c’è la richiesta di vietare la miscelazione di olio extravergine con sottoprodotti termicamente trattati, e di rendere obbligatoria la fatturazione delle olive per garantire una completa tracciabilità della filiera.

I numeri del settore olivicolo citati dai manifestanti dipingono un quadro di forte dipendenza: con una produzione nazionale stimata in centinaia di milioni di litri e un consumo interno molto superiore, le importazioni risultano ingenti. Secondo le richieste, va contrastata la pratica del cosiddetto traffico di perfezionamento attivo e va sospesa l’importazione a dazio zero da Paesi esterni ritenuti a rischio di frode.

Appelli istituzionali e misure europee citate

Nel documento consegnato alle autorità locali si chiede di aumentare le ispezioni, applicare la legge contro le pratiche sleali e intervenire contro frodi sull’origine. Si invoca inoltre maggiore rigore nella composizione di commissioni tecniche, per evitare conflitti di interesse nelle decisioni sulla fissazione dei prezzi.

A livello europeo, è stata menzionata la proposta di rafforzare la riserva agricola della politica agricola comune con fondi aggiuntivi per sostenere gli agricoltori colpiti dall’aumento dei costi e da tensioni internazionali sui mercati dei fertilizzanti; i rappresentanti agricoli chiedono però che gli aiuti siano mirati e accompagnati da controlli più severi lungo tutta la filiera.

La mobilitazione ha messo in rilievo una richiesta ricorrente: difendere la sovranità alimentare e valorizzare la qualità dei prodotti italiani con strumenti normativi e controlli efficaci, per garantire che il cibo venduto come italiano rispetti gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali applicati nella produzione nazionale.

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