13 Giugno 2026

Fuoriuscite dalla cementeria a Barletta, scattano dubbi su dati e autorizzazioni

La commissione Ambiente di Barletta ha messo in luce incongruenze tra report ufficiali e dati pubblici: 13 fuoriuscite nel 2026 e 2 nel 2026, AIA scadute e richieste di intervento dall'opposizione

Fuoriuscite dalla cementeria a Barletta, scattano dubbi su dati e autorizzazioni

La situazione attorno alla cementeria di Barletta è tornata al centro dell’attenzione dopo l’incidente del 1° giugno che ha generato nuovi allarmi tra residenti e comitati. Durante la convocazione urgente della Commissione Ambientesono emerse discrepanze significative tra la documentazione inviata agli uffici comunali e i canali pubblici di monitoraggio, oltre a una serie di segnalazioni obbligatorie che descrivono più eventi anomali verificatisi negli ultimi anni.

Consiglieri e attivisti hanno insistito sulla necessità di trasparenza: «La Città ha il diritto di sapere cosa respira», hanno affermato i rappresentanti di Coalizione Civica, richiamando l’attenzione sulle implicazioni per la salute pubblica e sull’urgenza di chiarire i dati contraddittori. L’intervento in commissione ha coinvolto anche i vertici dell’OAP e ha posto al centro il tema del rinnovo della Autorizzazione Integrata Ambientale.

Numeri verificati e discrepanze nei report

Le segnalazioni trasmesse dall’impianto e acquisite dagli uffici comunali indicano un totale di 15 fuoriuscite anomale fra il 2026 e il 2026: in particolare sono stati registrati 13 eventi nel 2026 e altri 2 eventi nel 2026avvenuti nei mesi di febbraio e giugno. Questi dati sono stati portati all’attenzione della Commissione Ambiente durante la seduta convocata dopo l’episodio del 1° giugno.

Contrasto tra Arpa e monitoraggi pubblici

Un elemento centrale del dibattito è l’incongruenza tra le rilevazioni trasmesse da Arpa al Comune, che certificano i 15 eventi, e i dati consultabili dai cittadini attraverso i canali di monitoraggio pubblico, dai quali la situazione risulterebbe sostanzialmente «Tutto normale?». Questo ossimoro ha sollevato forti perplessità fra gli amministratori di opposizione e le associazioni civiche.

Autorizzazioni scadute e solleciti amministrativi

Oltre alle anomalie nei dati, la commissione ha evidenziato che le AIA dello stabilimento risultano scadute e in prorogatio da due anni. Gli uffici del Comune di Barletta avrebbero inviato ripetuti solleciti alla Provincia per il rinnovo e per le verifiche del caso, senza tuttavia ricevere riscontro. Questa assenza di risposte formali ha alimentato l’indignazione di molti consiglieri e gruppi civici.

I rappresentanti di Coalizione Civica hanno rimarcato che non si tratta di mera burocrazia, ma di questioni attinenti alla tutela della salute pubblica e alla protezione del territorio. «Crediamo di no», hanno detto prendendo posizione contro l’ipotesi di normalità paventata da alcuni dati pubblici, e hanno chiesto al sindaco Cannito di assumere il ruolo di massimo responsabile sanitario locale e richiedere accertamenti urgenti.

Richieste agli enti e possibili provvedimenti

Nel corso della seduta è stata sollecitata la Provincia affinché esegua ispezioni e accertamenti tecnici, con la richiesta che i risultati vengano resi pubblici. I consiglieri hanno inoltre chiesto di valutare «ogni provvedimento di blocco temporaneo» qualora emergessero elementi di rischio per la popolazione o per l’ambiente. L’attenzione è rivolta anche ai turni di spegnimento dell’impianto, già registrati dall’inizio dell’anno, che rendono il quadro operativo ancora più complesso.

La tensione politica si è riflessa nelle dichiarazioni pubbliche: da un lato la Coalizione Civica e il Comitato O.A.P. hanno promesso di mantenere alta la vigilanza e, in assenza di atti immediati, «valuteremo formali azioni ed esposti presso le autorità competenti»; dall’altro lato alcuni rappresentanti istituzionali hanno reagito con critiche verso l’opposizione.

Reazioni di partiti e organizzazioni locali

Alla commissione hanno partecipato anche esponenti del Pd e di altre forze politiche locali, con interventi della consigliera Rosa Cascella e della consigliera Michela Diviccaro. Entrambe hanno sottolineato la gravità delle incongruenze riscontrate e hanno chiesto azioni concrete e trasparenti. Le parole scelte in sede di commissione sono chiare: non si può proseguire con autorizzazioni scadute mentre permangono dubbi sui monitoraggi ambientali.

Nel contesto cittadino, movimenti come Legambiente e il Comitato No Discarica mantengono alta l’attenzione su altri dossier ambientali aperti in città, mentre figure dell’amministrazione comunale restano sotto pressione per ottenere risposte pubbliche e tempestive. Il documento ufficiale degli uffici comunali è stato aggiornato con riferimento temporale e l’articolo è stato reso noto con l’annotazione di aggiornamento alle 08:06 del 13 Giugno 2026.

Infine, la situazione mantiene una forte componente politica: il confronto su monitoraggi, scadenze amministrative e responsabilità istituzionali proseguirà nei prossimi giorni, con possibili sviluppi legali o amministrativi qualora non arrivino chiarimenti soddisfacenti da parte degli enti competenti. In assenza di risposte, alcune forze hanno dichiarato che «Resta ferma opposizione, valuteremo ogni contromossa» come passo successivo per cercare trasparenza e tutela per i cittadini.