18 Giugno 2026 ☀ 28°

Trapianto di rene innovativo al Policlinico di Bari: la storia di una madre e del figlio salvato

Al Policlinico di Bari è stato eseguito il primo trapianto di rene in Italia con una sola incisione, grazie alla tecnica robotica Single Port. Una madre ha donato un rene al figlio, salvandogli la vita.

Trapianto di rene innovativo al Policlinico di Bari: la storia di una madre e del figlio salvato

In un gesto di amore incondizionato e grazie all’innovazione tecnologica, una madre di 61 anni ha donato un rene al figlio di 44 anni, affetto da rene policistico. L’intervento, eseguito al Policlinico di Barirappresenta un traguardo storico: è il primo trapianto di rene in Italia realizzato con la tecnica robotica Single Portche prevede un’unica incisione di circa sette centimetri.

Questa procedura rivoluzionaria, recentemente introdotta nell’ospedale barese, è stata possibile grazie al sistema robotico Da Vinci Single Portfinanziato dalla Regione Puglia. L’intervento è stato condotto dal professor Pasquale Ditonno e dalla sua équipe dell’Unità operativa di Urologia, specializzata in chirurgia robotica.

La tecnica Single Port: vantaggi e innovazioni

La tecnica Single Port rappresenta un significativo passo avanti nella chirurgia mininvasiva. A differenza dei tradizionali trapianti con chirurgia robotica multiport, che richiedono tre o quattro incisioni nella parete addominale, questa metodologia utilizza un’unica incisione. Questo approccio offre numerosi vantaggi, come spiega il professor Ditonno: “Un’unica incisione significa meno manipolazione dei tessuti muscolari e fasciali, con minore stress biologico per un organismo già impegnato nella risposta immunitaria post-trapianto.”

Tra i benefici principali ci sono il minor tempo di degenza in ospedale, la ripresa rapida della deambulazione, la riduzione del rischio tromboembolico e delle complicanze dovute all’allettamento. Inoltre, l’intervento offre vantaggi estetici, un aspetto importante per le ricadute psicologiche sul paziente.

La storia del paziente: un percorso di sofferenza e speranza

Il destinatario del trapianto, un uomo di 44 anni, aveva iniziato la dialisi peritoneale nel gennaio 2026. L’evoluzione della patologia lo aveva costretto, nel maggio 2026, a passare all’emodialisi e all’asportazione di uno dei reni. La decisione della madre di donare un rene ha aperto una nuova prospettiva di vita per il figlio.

“La modifica a un’unica incisione del single port – aggiunge il professor Ditonno – apparentemente semplice, richiede in realtà un significativo salto di competenza nella gestione dello spazio chirurgico e nella coordinazione degli strumenti, ed è per questo che la nostra esperienza pregressa è stata determinante.”

Il Policlinico di Bari: un centro di eccellenza

Il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolceha ricordato che dalla fine del 2026 è attivo un programma strutturato di chirurgia robotica Single Port in ambito urologico. Questo percorso ha permesso ai medici di acquisire sempre maggiore esperienza nell’applicazione della nuova tecnologia.

“Questo risultato – dice Sanguedolce – è il frutto di un percorso di crescita costruito negli ultimi anni attraverso investimenti in tecnologia, formazione e sviluppo delle competenze professionali. Oggi quel percorso raggiunge un nuovo traguardo con il primo trapianto di rene eseguito in Italia con questa tecnica, confermando la capacità del Policlinico di trasformare l’innovazione in un’opportunità concreta di cura per i pazienti.”

Essere i primi in Italia ad aver eseguito un trapianto di rene con questa tecnica consente di offrire cure sempre meno invasive, favorendo un recupero più rapido e garantendo una migliore qualità della vita ai pazienti.

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