Un alloggio popolare di proprietà del Comune di Barisituato nel quartiere San Pioè stato trovato in condizioni di grave devastazione dopo essere stato liberato da un’occupazione abusiva e successivamente riassegnato a una famiglia in graduatoria. Lo sgombero era avvenuto a gennaio scorso nell’ambito di un decreto di sequestro d’urgenza disposto dalla Procura di Bari e eseguito dalle forze dell’ordine.
La famiglia destinata all’alloggio, pur essendo risultata in posizione utile nella graduatoria comunale, non ha potuto prendere possesso dell’abitazione a causa di una serie di episodi intimidatori: durante il primo accesso, avvenuto venerdì scorsoi membri della famiglia hanno ricevuto minacce da sconosciuti e, preoccupati per la presenza di bambini, hanno deciso di desistere. Quando nei giorni successivi è stato effettuato un nuovo controllo, l’appartamento è stato trovato completamente distrutto, con danni tali da renderlo inabitabile.
Danni all’appartamento e impatto sulla famiglia
Il sopralluogo ha evidenziato danni estesi: sono stati rilevati grossi buchi nei muril’impianto elettrico è stato messo fuori uso, gli infissi sono stati divelti e i sanitari distrutti, con cumuli di macerie all’interno degli ambienti. Questi elementi indicano un’azione deliberata di devastazione che elimina qualsiasi possibilità immediata di consegna dell’alloggio ai legittimi assegnatari.
Il disagio per la famiglia è doppio: oltre alla perdita temporanea della casa promessa, pesa la minaccia subita durante il primo tentativo di accesso. La scelta di rinunciare all’ingresso per timore di ritorsioni testimonia la fragilità della situazione e la necessità di tutele più efficaci in casi di riassegnazione dopo sgombero.
Contestualizzazione dell’episodio
Lo sgombero a cui si riferisce l’operazione di San Pio era stato eseguito sulla base di un decreto della Procura di Bariche ha disposto l’urgenza di liberare l’immobile occupato senza titolo. La situazione si inserisce in un’attività più ampia delle autorità locali, che negli ultimi mesi hanno concentrato l’attenzione sul fenomeno delle occupazioni abusivein particolare quando gli alloggi sono ritenuti collegati a soggetti vicini a clan locali, come indicato dalla Prefettura.
Reazioni istituzionali e interventi delle autorità
Alle notizie sulla devastazione, il sindaco Vito Leccese ha preso immediatamente contatti con la Procura di Bari e la Questura per segnalare l’accaduto. Nel corso della giornata gli assessori comunali hanno rafforzato la presenza istituzionale: Nicola Grassoassessore alla Legalità, e Michelangelo Cavoneassessore al Welfare, si sono recati in Questura per presentare una formale segnalazione e sollecitare indagini tempestive.
Il sindaco ha definito l’accaduto «di una gravità inaudita» e ha sottolineato che si tratta di un episodio criminale e intimidatorioaggiungendo che le modalità richiamano forme di prevaricazione tipiche di contesti mafiosi. In una dichiarazione citata dal Comune ha inoltre affermato che le istituzioni non possono arretrare di fronte alla violenza e che l’impegno sarà mantenuto per tutelare i diritti dei cittadini più vulnerabili e il rispetto delle regole.
Azioni delle forze dell’ordine e coordinamento con la Prefettura
Le autorità locali hanno ribadito il ruolo operativo delle forze dell’ordine nel garantire la legalità durante le operazioni di sgombero e nei controlli successivi. La notizia della devastazione a San Pio giunge a breve distanza da un altro intervento, avvenuto ieri nel quartiere Japigiadove è stato liberato un altro alloggio occupato abusivamente. Questi interventi sono stati coordinati con la Prefettura nell’ambito di una strategia mirata a ripristinare la regolarità degli immobili popolari e a contrastare l’occupazione illegale, specialmente quando emergono collegamenti con soggetti ritenuti pericolosi.
La Procura proseguirà le indagini per individuare i responsabili dei danneggiamenti e delle intimidazioni; nel frattempo il Comune valuta gli interventi necessari per mettere in sicurezza l’appartamento e tutelare la famiglia assegnataria, compatibilmente con le risultanze investigative.
Rimane alta l’attenzione sulle procedure di riassegnazione e sui controlli post-sgombero: il caso di San Pio evidenzia come la liberazione di un immobile non esaurisca il percorso di tutela, ma richieda misure di protezione e vigilanza per garantire che i diritti degli assegnatari non vengano vanificati da atti intimidatori o distruttivi.



