In una zona isolata dell’agro di Corato tra gli uliveti di contrada San Vittore i carabinieri hanno fatto un ritrovamento inquietante: una pistola pronta all’uso nascosta sotto una pila di pietre. L’arma, avvolta in un panno di flanella, aveva il cane armato e il colpo già in canna, pronta a sparare al minimo tocco. Un ritrovamento che ha subito acceso i riflettori degli inquirenti, soprattutto per le possibili connessioni con un recente episodio di violenza.
Il rinvenimento è avvenuto durante un’attività di pattugliamento del territorio, all’alba del 24 giugno 2026. I militari si sono imbattuti nell’arma mentre controllavano un’area di campagna isolata, delimitata da un muretto a secco che separa due proprietà non recintate. La pistola, in perfette condizioni di efficienza, era nascosta in modo tale da essere accessibile solo a chi conosceva con precisione l’ubicazione del nascondiglio.
Un’arma letale e un nascondiglio strategico
La pistola sequestrata era carica e pronta all’uso, con altre cinque cartucce nel caricatore. Questo dettaglio ha subito destato preoccupazione tra gli investigatori, che hanno subito messo in sicurezza l’arma per evitarne l’uso. Il luogo del rinvenimento, pur essendo accessibile, è sufficientemente isolato da poter essere utilizzato come un deposito sicuro per chi ne conosceva l’esatta ubicazione.
Gli inquirenti stanno ora cercando di capire chi abbia nascosto l’arma in quel punto e per quale motivo. La posizione strategica del nascondiglio suggerisce che chi l’ha occultata aveva una conoscenza approfondita della zona e probabilmente intendeva recuperarla in un secondo momento.
Possibile collegamento con la gambizzazione del 4 giugno
Il ritrovamento assume particolare rilevanza alla luce di un recente episodio di violenza avvenuto a Corato. Il 4 giugno 2026 un 28enne era stato vittima di una gambizzazione due persone a bordo di uno scooter nero, vestite di scuro e con caschi integrali, avevano affiancato la vittima e aperto il fuoco, colpendola alle gambe prima di dileguarsi rapidamente. La modalità dell’agguato ha subito fatto pensare a un’azione intimidatoria.
Gli inquirenti non escludono che la pistola rinvenuta possa essere la stessa utilizzata in quell’occasione. Per verificare questa ipotesi, l’arma sarà inviata al RIS per gli accertamenti balistici necessari. Gli esperti dovranno confrontare l’arma con i bossoli repertati sul luogo del ferimento e verificare la presenza di eventuali impronte digitali o profili DNA sul panno e sull’arma stessa.
Le indagini proseguono
Nel frattempo, i carabinieri continuano a monitorare l’area e le zone periferiche di Corato, con l’obiettivo di prevenire nuove escalation e raccogliere elementi utili a individuare i responsabili dell’agguato. Il sequestro dell’arma ha già sottratto alla disponibilità criminale un potenziale strumento di violenza, ma le indagini sono ancora in corso per fare piena luce su quanto accaduto.
La comunità di Corato segue con attenzione gli sviluppi delle indagini, nella speranza che il ritrovamento della pistola possa portare a una rapida risoluzione del caso e a un ritorno alla normalità.



