L’Italia è in preda a un’ondata di calore senza precedenti, con temperature che raggiungono picchi record e 18 città in allerta rossa. L’anticiclone africano, soprannominato Caronte dai meteorologi, continua a portare aria rovente sul paese, mettendo a dura prova la popolazione e le infrastrutture.
Il ministero della Salute guidato da Orazio Schillaci, ha emesso un bollettino di allerta che segnala condizioni di emergenza in diverse città italiane. Le temperature percepite superano i 40 gradi in molte aree, con conseguenze significative per la salute pubblica.
Le città più colpite dall’ondata di calore
Le città in bollino rosso che indicano il massimo livello di rischio caldo, sono Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. A queste si aggiungeranno Bari e Genova nei prossimi giorni.
Le temperature massime percepite potranno raggiungere i 37 gradi a Milano e Firenze, i 36 a Roma e Bolzano, i 35 a Torino e Venezia. Il bollino rosso segnala condizioni di emergenza con possibili conseguenze sulla salute non soltanto per anziani, bambini piccoli e persone con patologie croniche, ma anche per le persone sane e attive, soprattutto quando l’ondata di calore si prolunga.
Le misure adottate dal governo
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha annunciato la convocazione di un tavolo tecnico per affrontare l’emergenza caldo. “Abbiamo iniziato ad emanare i bollettini sulle ondate di calore già dal 25 maggio con tre giorni di previsione ogni volta. C’è grande attenzione”, ha spiegato Schillaci, ricordando anche il decalogo del ministero con le indicazioni per affrontare le alte temperature. “Dobbiamo tutelare le persone più fragili, gli anziani ed i bambini”, ha aggiunto il ministro.
Il governo sta valutando misure per proteggere la popolazione, tra cui la chiusura di scuole e l’attivazione di centri di raffreddamento. Inoltre, sono state emanate raccomandazioni per ridurre l’esposizione al caldo e aumentare l’idratazione.
L’impatto sull’agricoltura e l’economia
L’ondata di calore non colpisce solo la popolazione, ma ha anche un impatto significativo sull’agricoltura e l’economia. Temperature elevate, scarsità d’acqua e stress termico mettono sotto pressione colture e allevamenti, con possibili ricadute sui prezzi di frutta, verdura e altri prodotti più esposti.
L’associazione Cia-Agricoltori Italiani stima che l’ondata di calore del 2026 possa costare al settore primario oltre 1,5 miliardi di euro, tra perdite produttive e ore di lavoro compromesse. L’associazione chiede una strategia nazionale sull’acqua, investimenti in reti e bacini di accumulo, irrigazione di precisione, riuso delle acque reflue e strumenti più rapidi per coprire il rischio climatico.
L’emergenza italiana si inserisce in un quadro europeo sempre più segnato dagli effetti della crisi climatica. “L’ondata di caldo in Europa sta causando la chiusura delle scuole e mettendo a rischio la salute delle persone”, ha scritto sui social il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “I dati sono chiari: le temperature in tutta Europa stanno aumentando a un ritmo circa doppio rispetto alla media globale, incrementando la probabilità e la gravità di ondate di calore estreme in futuro”.



