Il Consiglio comunale di Bari ha approvato l’adesione alla rottamazione quinquies lo strumento introdotto dal Parlamento con l’articolo 10 quinques del decreto legge n. 38 del 2026. La delibera autorizza l’applicazione della definizione agevolata ai carichi comunali affidati all’Agenzia delle Entrate e all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per il periodo 2000-2026 offrendo ai contribuenti locali la possibilità di regolarizzare posizioni pregresse.
Le dimensioni dell’operazione e la composizione dei debiti
Il totale dei carichi che il Comune ha dichiarato potenzialmente rottamabile è pari a 197 milioni di euro di cui 133 milioni di euro rappresentano la sola quota capitale. Il restante ammontare è composto da sanzioniinteressi e aggio di riscossione. Tra i dettagli forniti nell’atto amministrativo, emerge che il 46,75% della somma riguarda multe per violazioni del Codice della strada il 24,11% è relativo a Imu non pagata e circa il 23% è collegato a Tari e Tarsu non versate.
Impatto contabile e gestione del magazzino crediti
Secondo quanto illustrato durante il dibattito consiliare, l’adesione punta al recupero del capitale, alla riduzione del contenzioso e alla razionalizzazione del magazzino dei crediti più vetusti senza produrre costi aggiuntivi per l’aggio di riscossione. Il tema è stato presentato come una scelta di gestione prudente dell’ente, volta a sanare posizioni difficilmente esigibili.
Dichiarazioni dei rappresentanti e percorso politico a Bari
L’assessore comunale al Bilancio, Diego De Marzo ha spiegato che la normativa statale disciplina integralmente lo strumento e che il Comune non può modificare condizioni e modalità, ma può decidere se consentire ai cittadini l’accesso alla definizione agevolata. Secondo l’assessore, “Riteniamo che sia coerente con una gestione prudente” ed è quindi stato ritenuto opportuno aderire per permettere anche ai contribuenti con carichi più datati di regolarizzarsi.
Voto, emendamenti e posizioni in aula
La delibera è stata approvata all’unanimità, con un emendamento presentato dal consigliere Giuseppe Carrieri (Misto). In aula il consigliere di maggioranza Nicola Loprieno (Decaro Per Bari) ha sottolineato che il voto riguardava esclusivamente l’adesione alla definizione agevolata per i carichi affidati all’agente della riscossione nel periodo 2000-2026 rimarcando i benefici per l’ente e per i contribuenti: recupero di capitale, riduzione del contenzioso, condizioni favorevoli di regolarizzazione e parità di trattamento rispetto ad altri territori.
Monitoraggio e osservazioni politiche
La consigliera di Fratelli d’Italia, Laura De Marzo ha richiamato l’attenzione sulla necessità di monitorare gli effetti della misura, individuando eventuali criticità nei rapporti tra Comune e contribuenti e valutando l’impatto pratico della delibera. Nelle sue parole, “Questa delibera deve essere una misura utile” e ha ricordato il percorso politico che ha portato l’iniziativa in aula: “La nostra proposta è stata ignorata, poi ascoltata e quindi adesso portata in aula”.
Riferimenti territoriali e confronti con altri Comuni laziali
Il provvedimento di Bari si inserisce in un quadro più ampio di adesioni sul territorio: nel Lazio diverse amministrazioni costiere, tra cui Roma Capitale (con deliberazione dell’Assemblea Capitolina del 4 giugno 2026 che include anche il litorale di Ostia), Latina e Sabaudia hanno avviato o approvato misure analoghe per permettere la definizione agevolata dei carichi affidati all’agente di riscossione. A titolo di confronto, il Comune di Latina ha segnalato carichi potenzialmente interessati per oltre 81 milioni di euro.
L’adozione della rottamazione quinquies da parte di singoli Comuni comporta scelte operative da rendere pubbliche e comunicare all’Agenzia delle Entrate-Riscossione in modo da consentire ai contribuenti di presentare le domande di adesione e procedere al piano di pagamento nelle modalità previste dalla normativa statale.



