27 ottobre 2026 🌤 17° Allerta gialla · vento · fino 28 ottobre 23:59

Morte sul lungomare di contrada Ariscianne: lupo o cane inselvatichito?

Il ritrovamento di un uomo di circa 35 anni sul lungomare di contrada Ariscianne a Barletta il 23 giugno ha sollevato dubbi sull'intervento di un animale selvatico; veterinari, zoologi e la Procura di Trani attendono l'esito dell'autopsia e degli esami del DNA per chiarire i contorni della vicenda

Morte sul lungomare di contrada Ariscianne: lupo o cane inselvatichito?

Il 23 giugno un uomo di circa 35 anni, di nazionalità polacca e senza fissa dimora, è stato rinvenuto privo di vita sul lungomare della contrada Ariscianne a Barletta. Testimoni riferiscono di averlo notato in quella zona anche nei giorni precedenti; sul corpo sono stati osservati segni compatibili con morsi, inclusa la testa, mentre alcuni cittadini hanno avvistato in serata un esemplare che molti ritengono essere un lupo maschio. Le circostanze della morte restano incerte: potrebbe essere stato causato da un malore o da una caduta sugli scogli, oppure l’uomo potrebbe essere stato morsicato a seguito dell’evento fatale.

Valutazioni veterinarie e reazioni associative

Il confronto tecnico è al centro delle polemiche. Referenti dell’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali hanno contestato le conclusioni preliminari del servizio veterinario dell’ASL Bat che avrebbe ritenuto più probabile l’intervento di un cane inselvatichito o di un incrocio con un cane lupo cecoslovacco, escludendo l’identificazione come lupo. «Quello che non comprendiamo» hanno detto i referenti dell’associazione, criticando la lettura che gli operatori sanitari avrebbero fornito sulle caratteristiche di occhi, orecchie e mantello dell’animale. I veterinari coinvolti nelle prime valutazioni sono Ivana Ceci e Patrizia Battista, affiancate dal tecnico della prevenzione Pierluigi Cignarella.

Il punto sugli ibridi e la terminologia

Nel dibattito è emersa anche la distinzione tra lupo, ibridi e cani: la classificazione scientifica considera come lupi anche gli ibridi fino alla quarta generazione (F4), mentre i cuccioli risultanti dal primo incrocio sono indicati come F1, e così via. Secondo quanto sottolineato dagli esperti citati dagli ambientalisti, la sola comparazione fotografica con esemplari noti come l’ibrido «Faito», nato da accoppiamento tra lupo italico e cane lupo cecoslovacco e deceduto nel 2016 non prova la natura dell’animale filmato a Barletta, che va invece valutato sul campo con analisi specifiche.

Pareri degli zoologi e rilievo delle immagini

Lo zoologo Paolo Forconi specialista di lupi e orsi nel Parco nazionale d’Abruzzo ha esaminato un filmato disponibile e ha affermato che «Fenotipicamente si tratta di un lupo maschio adulto», osservando il mantello estivo corto e rossiccio che in un adulto si distingue dai colori grigi dei giovani e dai toni intermedi dei subadulti. Forconi ha ipotizzato che si tratti di un maschio dominante, robusto e in buone condizioni, il cui comportamento può essere compatibile con un lupo abituato alla presenza umana a distanza. Va però ribadito che non è automaticamente certo che l’esemplare filmato sia collegato alla vittima: serve l’accertamento biologico.

Statistiche nazionali e contesto regionale

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha comunicato che tra il 2017 e il 2026 in Italia si sono verificati oltre 100 episodi a rischio che hanno richiesto interventi, e 20 casi di persone attaccate e ospedalizzate da lupi; a questi si sono aggiunti altri eventi fino a oggi. La maggior parte degli episodi è avvenuta su spiagge e coste dell’Abruzzo e della Puglia. Secondo il prof. Marco Apollonio dell’Università di Sassari, la popolazione italiana di lupi si attesta intorno a 6.000 esemplari, rendendo il Paese tra i più popolati d’Europa per questa specie.

Indagini della Procura e controlli sul territorio

Sulla vicenda sta indagando la polizia e la Procura di Trani ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato per il momento; è prevista nei prossimi giorni l’esecuzione dell’autopsia che potrà fornire elementi utili per stabilire la causa della morte. È fondamentale, secondo gli osservatori, che siano eseguiti tamponi e analisi del DNA sui morsi e sui indumenti della vittima per chiarire se provengano da un cane o da un lupo e, se possibile, identificarne l’esemplare.

Situazione locale e presenza di branchi

Nel territorio di Barletta il responsabile dell’associazione Nucleo di Vigilanza I.F.A.E., Pino Cava ha riferito di non aver osservato cani randagi nella zona negli ultimi due anni e ha stimato la presenza locale di undici lupi: una coppia dominante con quattro cuccioli di circa 14 mesi e cinque nuovi cuccioli più giovani. Cava ha ricordato il fenomeno della dispersione, con giovani che lasciano il nucleo familiare per colonizzare nuovi territori quando raggiungono l’età adeguata, sottolineando che il lupo è una specie selvatica che va rispettata ma che può diventare pericolosa se si verifica contatto diretto con gli esseri umani.

Rimangono molti aspetti da chiarire: l’identità dell’animale filmato, l’esatta dinamica del decesso e gli esiti dell’autopsia e degli esami genetici. Le autorità competenti, compresa la Regione Puglia saranno chiamate a valutare anche eventuali protocolli sanitari già adottati in passato in contesti analoghi, come quelli legati agli episodi registrati nel 2026 nella zona di Otranto. In attesa dei riscontri forensi, la vicenda di contrada Ariscianne resta sotto osservazione.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Bari adesso

QUALITÀ ARIA
Discreta
PM10 6 · NO₂ 11 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 27 ottobre