La città di Bari ha dato un caloroso e commosso ultimo saluto a Igor Protti nel luogo che più di tutti lo ha consacrato ai tifosi: lo stadio San Nicola. L’urna con le ceneri, voluta dallo stesso Protti per essere dispersa in mare, è stata accompagnata dalla famiglia sul prato prima di lasciare la città per Rimini. L’evento ha visto una partecipazione massiccia: sulle gradinate si sono radunati migliaia di sostenitori, ex compagni di squadra e dirigenti sportivi per rendere omaggio all’uomo e al campione.
Intitolazione della Curva Nord e cerimonia istituzionale
Prima dell’arrivo dell’urna è stata celebrata una breve cerimonia istituzionale durante la quale il sindaco di Bari ha scoperto le targhe che ufficializzano la denominazione Curva Nord Igor Protti. Il gesto ha sottolineato il profondo legame tra il giocatore e la città: Protti non è stato solo un bomber, ma un simbolo per una generazione di tifosi. La decisione di intitolare la curva nasce dall’idea di fissare un luogo della passione calcistica barese al ricordo dello ‘Zar’, un punto fisico dove la memoria collettiva potrà incontrarsi negli anni a venire.
Durante il discorso istituzionale il sindaco ha richiamato la devozione popolare esistente verso il nome dello stadio, già legato alla tradizione locale, spiegando perché la denominazione dell’intero impianto non è stata presa in considerazione. Sono state evidenziate così sia le ragioni storiche legate alla città sia il rispetto delle volontà familiari, in un cerimoniale sobrio ma carico di emozione.
Il saluto dei tifosi, dei compagni e le testimonianze in campo
La Tribuna Est e la Curva Nord del San Nicola si sono riempite di cori, applausi e lacrime. Tra i presenti c’erano numerosi ex compagni di squadra e amici di Protti, figure che hanno voluto portare il proprio ricordo e parole di commozione. Nomi storici del club hanno sfilato sul prato per salutare l’urna: la partecipazione ha sottolineato come il rapporto tra il giocatore e la tifoseria sia stato costruito su empatia, rally emotivo e ricordi sportivi indelebili.
Non sono mancati videomessaggi e saluti inviati da chi non ha potuto essere fisicamente presente: parole che hanno contribuito a costruire un quadro affettivo intorno alla figura di Protti. Il momento culminante è stato il giro di campo con l’urna al centro del terreno di gioco, momento in cui la città ha potuto vedere per l’ultima volta il proprio idolo entrare simbolicamente nello stadio che lo ha consacrato.
Proposte e memoria sportiva: la rovesciata del 1995
Tra le idee nate spontaneamente dai tifosi è emersa la proposta di erigere nello stadio una statua che riproduca la celebre rovesciata con cui Protti segnò una rete memorabile il 9 aprile 1995 contro la Fiorentina. Quel gesto tecnico, rimasto impresso nella memoria collettiva, è diventato un elemento iconografico della carriera e dell’identità sportiva di Protti: trasformarlo in monumento sarebbe un modo per fissare nel cemento e nella memoria l’attimo simbolo del suo legame con la città.
Partecipazione pubblica e rispetto delle ultime volontà
La famiglia ha rispettato la volontà espressa da Protti di essere disperso in mare: dopo la toccante cerimonia al San Nicola, l’urna è stata trasferita per la dispersione nel mare di Rimini, città con cui l’ex bomber aveva legami affettivi. Il gesto, intimo e solenne, ha chiuso il cerchio di una vicenda che ha unito diverse comunità, dalla Puglia alla Romagna, attraverso il ricordo di un uomo che è stato prima di tutto un simbolo di sportività e attaccamento.
La partecipazione popolare, le targhe e le proposte per ricordare Protti dimostrano come il ricordo di una figura sportiva possa essere coltivato in maniera collettiva: la Curva Nord ora porta il suo nome e diventa un punto di riferimento per future commemorazioni, partite e celebrazioni che manterranno vivo il suo ricordo nella storia del club e della città.



