Nella notte del Giu 29, 2026 un gruppo di ignoti ha assaltato il cantiere della diga di Punta Riso, nel porto di Brindisi prendendo a sassate i pannelli già posizionati lungo il muro paraonde. L’episodio, che ha provocato la distruzione di una parte significativa dell’impianto, è stato definito dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (Adspmam) come un gesto di gravità estrema e ha portato alla presentazione di una denuncia alle forze dell’ordine.
Il progetto colpito: il lotto 2 per l’impianto fotovoltaico integrato
Il cantiere danneggiato fa parte del Lotto 2 del “Progetto di adeguamento infrastrutturale nei Porti di Bari e Brindisi per il miglioramento della capacità logistica agroalimentare”, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste nell’ambito della Missione 2 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il lotto prevede la realizzazione di un impianto per la produzione di energia da fonte fotovoltaica integrato nel muro paraonde della diga di Punta Riso, concepito per coniugare sostenibilità ambientale, efficientamento energetico e sviluppo della logistica portuale.
Secondo la descrizione ufficiale, l’opera è pensata per generare l’energia elettrica necessaria ad alimentare le infrastrutture a servizio della filiera dell’agroalimentare, rendendo il porto di Brindisi più sostenibile ed efficiente. Il danno subito riguarda i pannelli già installati, benché i lavori non fossero ancora conclusi.
Dichiarazioni e reazioni dell’Adspmam
L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale ha reagito condannando “con la massima fermezza il grave atto vandalico e intimidatorio” e annunciando le azioni formali intraprese, tra cui la denuncia alle autorità competenti. Il presidente dell’Adspmam, Francesco Mastro ha commentato l’accaduto sottolineando che “Colpire un’opera pubblica di questo valore significa danneggiare l’intera collettività“.
Mastro ha evidenziato come non si tratti solo della perdita materiale dei pannelli, ma di un attacco rivolto a un progetto che guarda al futuro del porto e alla transizione energetica: “Nessun gesto intimidatorio rallenterà il percorso di modernizzazione e di sostenibilità“. L’Autorità ha inoltre espresso la speranza che venga ripristinato un clima di confronto civile e responsabile intorno all’opera, evitando che il dissenso degeneri in intimidazioni o violenze.
Denuncia e istruttorie in corso
La denuncia presentata dall’Adspmam è finalizzata a individuare i responsabili dell’atto vandalico e a chiarire dinamiche e responsabilità. Le autorità competenti sono state informate e l’ente portuale confida in un rapido intervento investigativo. Nel frattempo, l’Adspmam ha fatto sapere che le opere proseguiranno secondo il cronoprogramma previsto, ribadendo l’impegno nella realizzazione di infrastrutture strategiche per il territorio e la comunità portuale.
Impatto sul territorio e sulla filiera agroalimentare
Il progetto che comprende il lotto interessato dall’attacco rientra in un intervento più ampio volto a potenziare la capacità logistica relativa all’agroalimentare nei Porti di Bari e Brindisi. L’integrazione di impianti fotovoltaici sul muro paraonde rappresenta un esempio di infrastruttura innovativa, pensata per abbattere i consumi energetici e ridurre l’impatto ambientale delle attività portuali.
Colpire una simile iniziativa ha ricadute che vanno oltre il danno immediato: si mette a rischio un investimento che mira a favorire la sostenibilità della filiera e la resilienza delle infrastrutture logistiche locali. L’azione dell’Adspmam e la risposta delle istituzioni saranno determinanti per tutelare il valore pubblico dell’opera e garantire che i fondi destinati dal PNRR vengano utilizzati come previsto.
L’attenzione rimane alta: le autorità indagheranno, mentre l’Adspmam ha ribadito la volontà di proseguire il progetto per il bene collettivo.



