Un’indagine condotta nell’ambito del progetto BRESTAT finanziato da Interreg South Adriatic 2026-2027 mette in luce come la Puglia sia diventata il principale hub del Mezzogiorno per l’imprenditoria di nazionalità albanese. I dati raccolti mostrano non solo una crescita numerica, ma anche una progressiva trasformazione delle forme societarie e una significativa incidenza sul mercato del lavoro locale.
Lo studio registra la presenza di 1.734 titolari, amministratori e soci albanesi con imprese con sede in regione, un valore che colloca la Puglia davanti alle altre regioni meridionali. Questo fenomeno si inserisce in un contesto di consolidamento produttivo e integrazione economica lungo l’Adriatico.
Diffusione territoriale e polarizzazione a Terra di Bari e BAT
La distribuzione geografica dell’imprenditoria albanese mostra una netta concentrazione nelle province di Bari e della BAT che ospitano complessivamente il 54% degli imprenditori presenti in regione. Il polo murgiano emerge come il principale aggregatore: Altamura guida la classifica comunale con 260 imprenditori di nazionalità albanese. A questa area si affiancano presenze significative nell’area nord e sud del Barese e in provincia di Lecce segnalando una diffusione che va oltre il semplice insediamento urbano e coinvolge anche il tessuto periurbano e rurale.
Impatto locale e scenari di integrazione
Luciana Di Bisceglie, presidente di Unioncamere Puglia sintetizza il ruolo della regione con una comparazione territoriale: “Abbiamo numeri doppi rispetto alla Sicilia e tripli rispetto alla Campania“. Sempre secondo la valutazione istituzionale, la Puglia non è vista soltanto come un punto d’accesso al mercato europeo, ma come un vero e proprio laboratorio di integrazione economica in vista dell’ingresso dell’Albania nell’Unione Europea, previsto nel 2030.
Dimensione imprenditoriale, età e genere
Negli ultimi dieci anni la presenza di imprenditori albanesi in regione è aumentata del 75,3% passando da 989 unità nel 2015 a 1.734 oggi. Questo incremento supera la media nazionale e si accompagna a una trasformazione organizzativa: il numero delle società di capitali è quasi triplicato, sebbene l’impresa individuale rimanga la forma più diffusa, scelta da oltre un migliaio di operatori.
Dal profilo demografico emerge un’imprenditoria relativamente giovane: oltre il 62% degli imprenditori ha un’età compresa tra i 30 e i 49 anni, mentre un ulteriore 7% appartiene alla fascia 19-29 anni. Il capitale umano mostra inoltre segnali di parziale riequilibrio di genere: tre imprenditori su quattro sono uomini, ma il numero delle donne imprenditrici ha superato le 400 unità, raddoppiando nel corso dell’ultimo decennio.
Settori produttivi e mercato del lavoro
Il profilo settoriale dell’imprenditoria albanese in Puglia evidenzia una forte specializzazione nelle attività tecniche e dell’edilizia: gli operatori impegnati in impianti e edilizia specializzata (idraulici, elettricisti, serramentisti) contano 555 posizioni, a cui si sommano 195 cariche nelle costruzioni. Altri settori rilevanti includono il commercio con 208 cariche, la ristorazione con 156 e l’agricoltura con 142 posizioni; quest’ultimo comparto ha visto triplicare le posizioni ricoperte negli ultimi dieci anni.
L’impatto occupazionale è confermato anche dai flussi di lavoro: nel 2026 le imprese pugliesi hanno attivato quasi 19 mila contratti per lavoratori albanesi e montenegrini, perlopiù giovani e con prevalenza di operai agricoli. Questo dato, sostanzialmente stabile negli ultimi tre anni, sottolinea il ruolo strutturale della comunità albanese nei processi produttivi regionali.
Valore dei dati e rafforzamento dei sistemi informativi
Luisa Torsi, presidente di ARTI Puglia sottolinea l’importanza della raccolta e dell’interpretazione dei dati: “La disponibilità di dati affidabili e di strumenti avanzati per interpretarli è oggi fondamentale“; inoltre, “Attraverso il progetto BreSTAT, ARTI contribuisce a rafforzare i sistemi informativi e statistici“. Queste affermazioni mettono in evidenza la centralità delle evidenze numeriche per comprendere le dinamiche economiche e per orientare politiche e interventi mirati.
Nel complesso, i numeri delineano una trasformazione tangibile del tessuto imprenditoriale pugliese: crescita quantitativa e qualitativa delle imprese di nazionalità albanese, maggiore integrazione nei settori chiave e un contributo significativo all’occupazione locale, con concentrazioni territoriali e profili settoriali ben definiti.



