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Oltre 155mila prestazioni recuperate, la prima fase dei Piani Aziendali Sperimentali al 30 giugno

La prima fase dei Piani Aziendali Sperimentali si è chiusa il 30 giugno: il sistema regionale ha contattato 230.845 pazienti e ha erogato o preso in carico 155.159 prestazioni, superando l’obiettivo iniziale. Il monitoraggio evidenzia miglioramenti sui tempi di prenotazione per le classi U e B, ma mette in luce anche rifiuti, prestazioni inappropriate e ritardi di registrazione al CUP.

Oltre 155mila prestazioni recuperate, la prima fase dei Piani Aziendali Sperimentali al 30 giugno

La prima fase dei Piani Aziendali Sperimentali per l’abbattimento delle liste d’attesa si è conclusa il 30 giugno. Avviata il 2 febbraio l’iniziativa ha coinvolto tutte le aziende sanitarie regionali l’Aress e il Dipartimento salute nella raccolta delle schede di monitoraggio settimanali che hanno permesso di ricostruire risultati quantitativi e fenomeni organizzativi emersi nel periodo di sperimentazione.

Il piano aveva un obiettivo di recall pari a 124.320 prestazioni e un budget di 15 milioni di euro. Al termine della fase sperimentale le verifiche aziendali hanno portato a una rendicontazione complessiva di 155.159 prestazioni erogate o prese in carico, circa 30.000 in più rispetto all’obiettivo di richiamo iniziale.

Risultati numerici della prima fase al 30 giugno

Nel corso della sperimentazione il sistema ha contattato 230.845 pazienti e ha anticipato 133.916 prestazioni, di cui 128.452 di specialistica e 5.464 ricoveri. Le prestazioni effettivamente erogate registrate nei monitoraggi ammontano a 119.085. Tra i contatti, sono stati rilevati 22.191 assistiti irreperibili e 55.794 rifiuti complessivi (di cui 48.662 relativi a specialistica e 7.132 a ricoveri).

Dettaglio prestazioni erogate e priorità

La composizione per tipologia evidenzia una prevalenza della diagnostica per immagini con 55.563 prestazioni (pari al 47,3%) e delle prime visite con 42.956 casi (36,6%). Le altre prestazioni specialistiche sono state 18.967 (16,1%). Per singola tipologia, i volumi più alti riguardano la prima visita cardiologica con ECG (6.667), l’ecografia dell’addome completo (4.020), la prima visita urologica (3.502), l’ecocolordoppler cardiaca (3.251) e la prima visita ortopedica (3.239).

Appropriatezza, anticipo delle prestazioni e monitoraggio dei tempi

La distribuzione per classe di priorità mostra che le classi U e B — che in condizioni ordinarie pesano mediamente circa il 10% del flusso prescrittivo — rappresentano il 53% delle prestazioni recuperate, a indicare che i Piani si sono concentrati sulle urgenze e sulle visite a breve termine. L’anticipo medio calcolato su 69.501 prestazioni con anticipo effettivo positivo è di 142,4 giorni con anticipo massimo osservato in urologia (243 giorni), neuropsichiatria infantile (230 giorni), oculistica (188 giorni) e diagnostica per immagini (163 giorni).

Appropriatezza prescrittiva e ritardi di registrazione

Tra le 3.565 prestazioni recuperate con codice U l’incrocio con le linee guida del manuale AGENAS sull’appropriatezza ha evidenziato 1.233 prestazioni (34,6%) considerate inappropriate rispetto all’urgenza. Inoltre, il monitoraggio ha rilevato che il 25% delle prestazioni con codice U è stato registrato al CUP oltre 4 giorni dopo la prescrizione, mentre il 21% delle prestazioni con codice B è stato registrato al CUP oltre 11 giorni dopo la prescrizione: elementi che indicano ritardi già nella fase di inserimento della prenotazione.

Effetti sui flussi prescrittivi e indicazioni operative per la prosecuzione

Nel periodo di attività dei Piani, da febbraio a giugno il volume di nuove prescrizioni di primo accesso è diminuito in media del 10% in tutte le province, segnalando un impatto anche sulle richieste iniziali. Il monitoraggio ex-ante dei tempi di attesa disponibile per i mesi da gennaio ad aprile 2026 mostra segnali di miglioramento: la quota di visite urgenti U prenotate entro soglia è passata dal 33,63% al 38,58% (+4,95 punti), mentre le visite brevi B prenotate entro la tempistica corretta sono salite dal 34,67% al 41,24% (+6,57 punti), il recupero più marcato.

La Giunta regionale ha stabilito che i Piani proseguano fino al 31.12.2026. Le aziende sanitarie dovranno predisporre nuovi piani per migliorare i tempi di attesa sulle prescrizioni nuove, concentrando risorse organizzative sulle discipline più critiche: cardiologiadermatologiaortopediaendocrinologiaurologia e oculistica. Inoltre è prevista l’attivazione di modalità facilitate di accesso dei pazienti con malattia tumorale verso i Centri di Orientamento Oncologico e la presa in carico dei percorsi di follow up, oltre a percorsi di garanzia per le prestazioni con codice di urgenza.

Infine, il modello operativo prevede che il recall diventi una funzione ordinaria con presidio continuo delle liste fuori soglia e richiami programmati, mentre il miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva sarà affrontato tramite un tavolo regionale di indirizzo e audit locali nelle aziende e nei distretti, supportato da meccanismi di allerta nei sistemi informativi per i prescrittori.

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