Alle 16.26 di sabato 4 luglio 2026 è emersa la cronaca di un nuovo attacco agli sportelli automatici: la notte precedente una filiale di Banca Intesa San Paolo a Bernalda in corso Umberto è stata presa di mira con un ordigno. L’esplosione ha reso inutilizzabile l’atm e ha provocato il furto di denaro contante, generando allarme tra i residenti per il boato udito nella notte.
Il colpo, la dinamica e la fuga lungo la statale 99
L’azione è stata messa a segno da un gruppo di malviventi che hanno utilizzato una carica esplosiva per raggiungere l’interno dell’apparato bancomat e impossessarsi dei contanti. Secondo le informazioni raccolte, i presunti autori sarebbero stati quattro. Dopo il furto, i fuggitivi sono stati intercettati da pattuglie della Compagnia Carabinieri di Altamura dando origine a un inseguimento ad alta velocità che si è sviluppato in direzione della città di Matera e si è concluso sulla statale 99 nei pressi di Altamura.
Durante il percorso di fuga i banditi hanno ostacolato l’azione dei militari, abbandonando sulla carreggiata dei dispositivi per danneggiare gli pneumatici (tra cui dei chiodi a tre punte), mentre altre pattuglie si muovevano per offrire supporto. L’azione coordinata dei carabinieri ha permesso di recuperare parte della refurtiva abbandonata durante la ritirata.
Numero degli autori e possibili collegamenti territoriali
Alle prime indicazioni, la banda risultava composta da quattro persone; non è escluso che si tratti di uno dei gruppi che in precedenza hanno colpito sia la Basilicata sia la Puglia. Questo elemento è valutato dagli investigatori alla luce della ricorrenza di episodi analoghi nella regione.
Il bottino, i danni e le reazioni sul territorio
L’esplosione ha prodotto danni materiali alla filiale presa di mira e ha reso necessario quantificare il furto. Il valore attuale del maltolto è stimato in 90mila euro parte del denaro è stata però recuperata per strada durante le fasi successive alla fuga. Il tono della vicenda ha indotto le forze dell’ordine a intensificare i controlli nella zona, con particolare attenzione alle vie di comunicazione tra BernaldaMatera e Altamura.
Il boato udito nella notte ha scosso la comunità locale e suscitato preoccupazione per la frequenza di simili assalti agli sportelli automatici nella regione. A seguito dell’episodio, figure istituzionali e forze di polizia hanno tenuto colloqui e verifiche operative: durante uno di questi incontri, il procuratore Rossi ha partecipato a una conferenza nella sede della Compagnia Carabinieri di Altamura sottolineando la necessità di mantenere alta la vigilanza e di approfondire eventuali collegamenti tra i diversi raid.
Impatto sulla sicurezza e sul territorio
La sequenza di eventi — dall’esplosione dell’atm al recupero parziale del denaro lungo la fuga — evidenzia sia la letalità delle tecniche impiegate sia la mobilitazione rapida delle forze dell’ordine. Le strade interessate dall’inseguimento, in particolare la statale 99 sono state al centro delle operazioni di controllo; i cittadini di Altamura e dei comuni limitrofi hanno riferito di aver udito il boato e di aver avvertito una presenza maggiore di pattuglie nei minuti successivi.
Le autorità continuano le indagini per ricostruire la dinamica completa dell’assalto, identificare i responsabili e verificare eventuali legami con altri episodi analoghi in Basilicata e Puglia. Nel frattempo, il ripristino della filiale e le stime sui danni edilizi sono in corso, così come le verifiche tecniche sull’ordigno utilizzato e sulle modalità operative del gruppo.
Questo episodio si inserisce in una serie di attacchi agli sportelli automatici registrati con cadenza frequente: le indagini puntano a chiarire se esista un’organizzazione strutturata dietro i raid o se si tratti di azioni di gruppi itineranti che operano lungo gli snodi stradali tra le province coinvolte.



