24 Maggio 2026 ☀ 24°

Assessore Petruzzelli: vendete il Bari se non c’è un progetto concreto

L'assessore Pietro Petruzzelli, tifoso e rappresentante istituzionale, accusa la proprietà di aver gestito il Bari senza progetto e invita alla cessione se non c'è volontà di investire

Assessore Petruzzelli: vendete il Bari se non c’è un progetto concreto

La caduta del club nella Serie C è stata commentata con durezza dall’assessore comunale Pietro Petruzzelli, che ha scelto i canali social per esprimere la propria posizione. In un messaggio che miscela ruolo istituzionale e passione da tifoso, Petruzzelli ha descritto la retrocessione non come un incidente di percorso, ma come il frutto di una gestione che, a suo avviso, ha ignorato l’identità e le aspettative della città. Il tono del comunicato è stato netto: la sconfitta sportiva ha un risvolto civile e simbolico, perché coinvolge migliaia di persone che vedono nel club qualcosa di più di una semplice società sportiva.

Dietro il richiamo pubblico c’è la richiesta esplicita di trasparenza: la città pretende di sapere quali siano le intenzioni reali della proprietà. L’assessore ha ricordato il momento critico del fallimento societario e la scelta fatta allora per garantire la continuità; tuttavia ha sottolineato che le promesse successive non si sono tradotte in un percorso solido. Questo messaggio contiene una chiamata all’azione rivolta ai proprietari, con l’invito, qualora mancassero volontà e mezzi per un progetto ambizioso, a lasciare spazio a chi abbia competenza e fame di riscatto.

Le accuse al management della società

Nella sua presa di posizione Petruzzelli ha puntato il dito contro la famiglia De Laurentiis, individuata come l’attore principale della gestione. Secondo l’assessore, la proprietà avrebbe trattato il club come un elemento secondario, privo di anima e di prospettiva, optando spesso per soluzioni tampone anziché per una strategia a lungo termine. L’accusa centrale è quella di aver smontato progetti e aspettative dopo momenti importanti, con il risultato di abbassare il livello tecnico e ambizionale della squadra. In questo contesto la parola responsabilità assume valore pubblico: non si tratta soltanto di risultati sportivi, ma di rispetto verso una comunità che identifica nel Bari la propria appartenenza.

Il valore simbolico oltre il risultato

Petruzzelli ha insistito sul fatto che il Bari rappresenta un patrimonio affettivo per la città, qualcosa che va al di là del bilancio societario. Ha ricordato come i tifosi abbiano continuato a sostenere la squadra anche nelle fasi difficili, riempiendo lo stadio e dimostrando una fedeltà che non può essere trattata con superficialità. Per l’assessore, la mancata visione della proprietà ha finito per offuscare il valore identitario del club: il Bari non è, nelle sue parole, un semplice asset da amministrare al minimo indispensabile, ma un elemento di coesione e orgoglio collettivo che merita rispetto.

La richiesta di vendita e le condizioni poste

Il messaggio ha una parte pratica e imperativa: se non esiste la volontà di investire seriamente e costruire un progetto competitivo, allora la soluzione più dignitosa sarebbe la cessione del club. Petruzzelli ha chiesto che la proprietà abbia il coraggio di fare un passo indietro e di restituire la squadra a chi disponga di fame, competenza e rispetto per la città. Non si tratta di una semplice polemica politica, ma di una proposta finalizzata a salvaguardare il futuro sportivo e sociale della comunità: una nuova proprietà dovrebbe mettere al centro un piano chiaro e condiviso, capace di coniugare risultati sul campo e relazione con i tifosi.

Quali requisiti per i potenziali acquirenti

L’assessore ha delineato implicitamente alcuni criteri: serve una proprietà che sappia pianificare, investire e riconoscere il valore dell’identità locale. Non bastano comunicati formali o frasi di circostanza; occorrono programmi concreti, risorse e una governance che consideri il club una missione più che un hobby. In mancanza di questi elementi, secondo Petruzzelli, la scelta più responsabile sarebbe facilitare la transizione verso soggetti con competenze tecniche e relazionali adeguate alle ambizioni di una città che vive di calcio.

Le ricadute per la comunità e il dibattito futuro

La presa di posizione dell’assessore apre un confronto pubblico sul ruolo delle istituzioni locali e sulla relazione tra sport e identità urbana. La retrocessione diventa così un punto di partenza per riflettere su come un club possa essere gestito nel rispetto della tifoseria e della comunità che lo sostiene. Le prossime mosse della proprietà avranno un peso anche politico: la città chiede chiarezza e una linea che non lasci spazio all’ambiguità. Se il Bari è davvero un simbolo collettivo, chi lo dirige deve esserne consapevole e agire di conseguenza.

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