Nel tardo pomeriggio di sabato, intorno alle 18 il peschereccio storico noto come Diana Prima è sprofondato mentre era ormeggiato nello specchio d’acqua del porto di Ortona. Al momento dell’evento l’imbarcazione non aveva equipaggio a bordo, L’episodio ha richiamato l’attenzione degli operatori portuali e delle autorità competenti per le conseguenze ambientali e logistiche.
Segnalazione e primo intervento della Guardia Costiera
La segnalazione è partita dagli addetti dello scalo che hanno osservato il peschereccio imbarcare acqua fino a scomparire nello specchio acqueo. Il nostromo del porto ha informato immediatamente l’armatore con sede a Molfetta mentre la Guardia Costiera è intervenuta per effettuare le verifiche sul luogo. Le operazioni iniziali sono state finalizzate a delimitare la zona e ad applicare le procedure previste per prevenire possibili fuoriuscite di idrocarburi o altri inquinanti.
Azioni di sicurezza e misure precauzionali adottate
Gli interventi della Guardia Costiera hanno compreso l’ispezione dell’area d’ormeggio e il coordinamento con gli operatori portuali per contenere eventuali rischi. Sono state attivate misure di sicurezza per monitorare lo stato dell’imbarcazione e la qualità delle acque circostanti. Il personale ha proceduto con le verifiche tecniche necessarie per valutare la presenza di sversamenti e per garantire che l’area restasse sicura per la navigazione e le attività portuali.
Storia del Diana Prima e quadro amministrativo
Il Diana Prima era riconosciuto come una lampara storica della flotta peschereccia di Molfetta e, al momento dell’affondamento, si trovava in attesa del via libera ministeriale per la demolizione o la rottamazione. La sua presenza nello scalo di Ortona era legata a questa fase amministrativa, che ne aveva sospeso l’attività operativa. L’evento riduce ora quest’iter a una questione tecnica e ambientale da chiarire con accertamenti approfonditi.
Accertamenti tecnici in corso
Sono in corso indagini per ricostruire la dinamica che ha portato all’affondamento e per stabilire le cause precise dell’imbarco d’acqua. Le autorità stanno valutando le condizioni dello scafo, lo stato delle soste e ogni circostanza che possa aver facilitato l’evento. Le verifiche sono necessarie anche per decidere i passi successivi relativi al recupero o alla demolizione dell’unità, nel rispetto delle normative vigenti.
La notizia è stata aggiornata con riferimento temporale alle ore 11:44 e il caso rimane sotto osservazione mentre proseguono le ispezioni tecniche e amministrative. Nel frattempo, il porto mantiene le misure di sicurezza attive per limitare l’impatto sull’attività quotidiana dello scalo.
Implicazioni per la marineria di Molfetta
La perdita del Diana Prima rappresenta un episodio significativo per la comunità peschereccia di Molfetta data la natura storica dell’unità. L’affondamento solleva interrogativi sul patrimonio nautico locale e sulle procedure che regolano la gestione di imbarcazioni in dismissione. Le autorità locali e gli addetti del settore dovranno valutare le conseguenze pratiche e simboliche del fatto nell’ambito della tradizione marinara della città.
Tra i dettagli registrati dall’archivio dell’evento figura il numero 335 associato alla segnalazione iniziale; tale riferimento è presente nelle comunicazioni interne relative all’incidente. Gli sviluppi tecnici e amministrativi saranno comunicati dopo il completamento degli accertamenti, che mirano a chiarire responsabilità e modalità operative coinvolte nel caso.



